Erykah Badu non pubblica un album da parecchio tempo. L’ultimo lavoro sulla lunga distanza, New Amerykah, Part II: Return of the Ankh, è uscito nel 2010 e da allora la cantante ha preferito il palco allo studio. Tra le altre cose, l’abbiamo vista e apprezzata in questi anni sia al Primavera Sound 2019 che per il format Tiny Desk Concert nell’agosto 2018.
In una nuova intervista a Billboard, Badu ha rivelato di essere impegnata in studio sulla realizzazione di un nuovo album, il primo in quindici anni. Alla produzione c’è The Alchemist, nome di culto dell’hip-hop, che in passato ha lavorato con Kendrick Lamar, Nas, Snoop Dogg e Ghostface Killah. Il disco non ha ancora un titolo né una data di uscita, ma Badu ammette che le sta assorbendo gran parte del tempo e che non vede l’ora di completarlo.
La lunga pausa discografica, spiega l’artista, è dovuta alla sua intensa attività live: “Faccio tournée otto mesi l’anno da venticinque anni. Sono un’artista che ama la performance, non una musicista da studio. Vengo dal teatro”. Un approccio che riflette il suo profondo legame con il pubblico: “È la reazione immediata tra te e la gente, il punto in cui diventiamo un unico organismo vivente. È la mia terapia. Ed è anche la loro. Siamo insieme, e mi piace l’idea che accada solo una volta”.
Da New Amerykah al futuro
New Amerykah, Part I era un capolavoro, sperimentale ed elettronico, mentre il secondo volume si è presentato come il suo contraltare: più asciutto, suonato e intimista, con la Badu affiancata da un cast stellare che ha dato vita a un funk-soul vellutato e sensuale, tra pulsazioni jazz, echi di Dilla e incursioni psichedeliche curate da Madlib. Come osserva Gabriele Marino, la copertina dell’album – ideata dallo psicomago Alejandro Jodorowsky – e il video di Window Seat, con il suo nudo integrale e il riferimento all’assassinio di JFK, aggiungevano un ulteriore livello di inquietudine e provocazione all’opera.
Dopo anni trascorsi a plasmare il momento dal vivo, l’idea di un nuovo album firmato da una delle voci più iconiche del neo-soul non può che destare curiosità.