Parte della strategia promozionale di affermate rockstar che possono vantare un’aneddotica sempre papabile per i media è quella di rivelare particolari biografici scomodi e/o ricordare episodi del proprio passato, in particolare legati a figure ormai avvolte nel mito. Dave Grohl ha sempre eccelso da entrambi i lati. Per le interviste a supporto del precedente But Here We Are, la tragica scomparsa di Taylor Hawkins e le storie su Kurt Cobain e sul suo periodo nei Nirvana non sono mancate, mentre per Your Favorite Toy, l’album pubblicato proprio in queste ore, arrivano le confessioni sulle sessioni di terapia post-tradimento e ora una curiosità che lo lega a David Bowie.
Grohl ha ricordato un incontro tanto surreale quanto imbarazzante con il Duca Bianco, confessando di averlo “insultato per sbaglio” e di aver poi “ritrattato a una velocità incredibile”. Il frontman dei Foo Fighters ne ha parlato durante una recente puntata del podcast Dish, condotto da Nick Grimshaw e Angela Hartnett.
L’episodio risale alla metà degli anni Novanta, quando Grohl assistette a un’esibizione di Bowie in un festival britannico con i Prodigy in cartellone. “Era un’esperienza ultraterrena, quasi religiosa”, ha raccontato. “Sembrava un angelo”. Qualche tempo dopo, i due si incontrarono in studio. Bowie gli chiese un parere sulla performance e Grohl, colto alla sprovvista, rispose impulsivamente: “La prima cosa che ho notato sono state tutte le tue imperfezioni”. Un’uscita che lo ha subito fatto precipitare nel panico: “Ho ritrattato immediatamente. Non direi mai una cosa del genere a nessuno”.
Al di là dell’aneddoto, Grohl ha ribadito la propria ammirazione per il musicista britannico, sottolineandone l’incredibile naturalezza vocale in studio: “Una sola take. Nessun effetto. È esattamente così, reale. Ti vengono i brividi”.
Il legame tra i due si concretizzò anche musicalmente alla fine degli anni Novanta, quando i Foo Fighters furono invitati al concerto del 9 gennaio 1997 al Madison Square Garder per celebrare i cinquant’anni del Thin White Duke, insieme a numerosi altri artisti. Grohl poi collaborò con il chitarrista Reeves Gabrels al suo progetto solista Ulysses (Della Notte), a cui partecipò anche Bowie nel brano Jewel. E in seguito su Heathen del 2002 dove il Grohl contribuì con alcune parti di chitarra.
Non è la prima volta che Grohl rievoca momenti condivisi con Bowie. In passato aveva raccontato di quando il Duca Bianco gli disse scherzosamente di “andare a quel paese” rifiutando una nuova collaborazione, poco prima della sua scomparsa.
Un’influenza dichiarata di Bowie nell’immaginario dei Foo Fighters riporta a Medicine At Midnight che Grohl definì il loro Let’s Dance. Negli anni inoltre ha più volte omaggiato il repertorio dell’artista, da Moonage Daydream a Under Pressure.
Your Favorite Toy, dodicesimo lavoro in studio, è uscito questo weekend, anticipato dai singoli Asking For A Friend, Caught In The Echo e Of All People. In estate partirà anche il tour europeo “Take Cover”, con tappe nei principali festival e una data italiana.