Robert Smith
Robert Smith, The Cure, alla Kioene Arena di Padova 2022. Foto di Francesca Sara Cauli (2022)

Cure. “A Fragile Thing” è una ballata malinconica dalle venature pop

Dopo “Alone” e l'anteprima di “Endsong” la band condivide per l'ascolto un nuovo estratto da “Songs Of A Lost World”

Come promesso i Cure hanno condiviso A Fragile Thing, secondo estratto da Songs Of A Lost World, l’atteso album del ritorno discografico disponibile dal 1° novembre.

Guidata da figure ascendenti di piano e dal basso, deciso e riconoscibilissimo, di Simon Gallup, il brano riporta dritti alle atmosfere più rock e accessibili di Wish. Dopo lo straniamento di Alone, manifesto di intenti epico e senza compromessi nella migliore tradizione di Faith e Disintegration, Robert Smith rispolvera la formula della ballata malinconica con venature pop, con una chiara struttura riconoscibile, un ritornello e degli hook strumentali, senza però concedere troppo e mantenendo un tono in sintonia con l’umore (rigorosamente grigio) del futuro album. Altro marchio di fabbrica immediatamente riconoscibile, quel “she said” alla fine dei versi che fa tanto Plainsong; nel cantare la fragilità di un amore, lo struggimento romantico va tutto dalle parti dei momenti più accorati del citato Wish (o meglio, delle relative b sides, tenute fuori dal disco perché non in linea con il mood pop e commerciale voluto in quell’occasione).

A Fragile Thing è una canzone ispirata alle difficoltà che incontriamo nello scegliere tra esigenze che si escludono a vicenda e da come affrontiamo il futile rimpianto che può seguire queste scelte, per quanto siamo sicuri di aver fatto le scelte giuste… spesso può essere molto difficile essere la persona che si ha davvero bisogno di essere
Robert Smith

Alle fine del mese la band ha programmato due due performance esclusive per la BBC dove presenterà in anteprima l’album accompagnato da due interviste con Robert Smith. Nel frattempo è stato condiviso un estratto di un terzo brano dal disco, Endsong.

Songs Of A Lost World

Gli otto brani che compongono Songs of a Lost World sono stati già proposti dal vivo dai Cure, con quattro di essi suonati anche durante i concerti italiani del 2022. Inizialmente, Robert Smith aveva parlato di un album della durata di 67 minuti, composto da dieci tracce completate e missate il 1° aprile 2022. La band lo ha descritto come un lavoro “piuttosto dark,” con Another Happy Birthday – già nota ai fan per via dei live – a culminare probabilmente questo sentimento: racconta la storia di un anziano solo e sofferente, vestito a festa nel giorno del compleanno dell’amata, il cui ricordo sta lentamente svanendo dalla sua memoria (“And your birthday is the worst day / I’m singing to a ghost / Happy birthday / I forget how it goes).”

Smith ha definito l’album “spietato”, spiegando che esprimerà il lato più oscuro delle esperienze vissute negli ultimi anni, con sonorità che richiamano il classico Pornography. Ha inoltre garantito che il disco non conterrà alcuna traccia capace di alleggerire l’atmosfera, collegandosi anche alla sua biografia personale: negli ultimi anni, infatti, il frontman ha perso la madre, il padre e un fratello.

Ancora più di recente ha affermato: “Non penso ci sia mai stata una vera e propria inizio ufficiale per questo album, perché è stato un progetto che ha vagato nella mia vita per un lungo periodo. Se ho un rimpianto, è di aver detto qualcosa al riguardo già nel 2019, in realtà non avrei dovuto farlo”.

Su SA potete recuperare un approfondimento di carriera sui Cure e le recensioni classic dedicate agli album Three Imaginary BoysSeventeen SecondsPornography, Disintegration e Wish.

Tracklist

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