Non chiamatela reunion, i CCCP non si sono mai sciolti. Giovanni Lindo Ferretti così commentava sulle colonne di Robinson, l’inserto di Repubblica, l’allestimento di una mostra e lo speciale evento al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia che di lì a qualche mese li avrebbe rivisti protagonisti. Il “Gran Gala Punkettone di parole e immagini” si è svolto lo scorso weekend e ha visto la ritrovata band onstage anche per l’esecuzione di alcuni brani di repertorio.
Della mostra – CCCP, Felicitazioni! CCCP – Fedeli alla linea 1984-2024 – inaugurata una decina di giorni fa ai Chiostri di San Pietro, sempre a Reggio Emilia, vi abbiamo parlato in un approfondimento dedicato: si tratta di un’esposizione fotografica (ma non solo) voluta da Zamboni e Annarella, un percorso cronologico e antologico che porta il visitatore a scoprire i dischi pubblicati dai CCCP, la gestazione di ognuno di essi, il racconto del mondo che li circondava e a cui sono ispirati, e poi gli universi generati attraverso i suoni, i testi, gli abiti e le performance create.
Al Teatro Municipale Valli è invece andato in scena un vero e proprio spettacolo, non proprio e non solamente un talk ma molto di più. È stato uno show che ha unito performance, musica e parole, quelle che sono andate a formare il racconto della loro storia ripercorso da Daria Bignardi, Andrea Scanzi e Alba Solaro, con Fabio Cherstich e Thaiz Bozano ad occuparsi rispettivamente della regia e della direzione di scena.
Esordisce Annarella che presenta i compagni con la modalità del comizio («cittadini e cittadine, questi sono i miei gioielli»), poi si parla di punk («la sua estetica ci piaceva e così la mancanza di futuro… …oggi sembra che le cose stiano ancora così. Allora a noi quella mancanza ci ha permesso di costruircelo un futuro») in contrapposizione alle origini («Non siano punk piuttosto dei montanari che si vestono con quello che trovano in casa». «Io e Annarella siamo gente del crinale dell’Appennino»), rispondendo indirettamente anche a chi si è stupito delle posizioni e conversioni di Ferretti degli ultimi anni («Giorgio Canali lo sapeva che sono sempre stato così, mi stupisco che gli altri non se ne siano mai accorti»).
Si sono inoltre ripercorse tanto la genesi della formazione («quei tre minuti» in una discoteca tedesca), quanto le ragioni della fine. A tal proposito, è stato citato anche il festival “Idi di Marzo”, peraltro oggetto di un docu-film in corso di realizzazione, Kissing Gorbaciov («Il viaggio a Mosca e Leningrado ha segnato la nostra fine»).
Per quanto riguarda il live, assieme a Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Annarella Guidici e Danilo Fatur sono presenti sul palco anche Ezio Bonicelli (violino), Simone Filippi (chitarra), Luca Rossi (basso) e Simone Beneventi e Gabriele Genta (percussioni), una formazione che ha restituito ai brani «la potenza che avrebbero dovuto avere», rimarca Ferretti. Tra i brani eseguiti anche l’iconica Emilia Paranoica tratta dal debut Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi.
Scaletta del concerto
- Annarella
- Morire
- Oh! Battagliero
- Stati di agitazione
- Libera me Domine
- Emilia Paranoica
- Radio Kabul
- Amandoti
A proposito di CCCP, Marta De Angelis ha cantato una cover di Amandoti in Rapiniamo il Duce. Su SA trovate inoltre un approfondimento dedicato agli spot realizzati per promuovere Canzoni preghiere e danze del secondo millennio – Sezione Europa e la recensione classic di 1964/1985: Affinità-Divergenze fra il compagno Togliatti e noi – Del conseguimento della maggiore età.
CCCP, Felicitazioni! CCCP – Fedeli alla linea 1984-2024 è curata da Stefania Vasques e si arricchisce dei contributi artistici di Arthur Duff, Roberto Pugliese, Stefano Roveda e Luca Prandini; il light design è firmato da Pasquale Mari. Il progetto espositivo è realizzato grazie ai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna. Hanno contribuito alla realizzazione della mostra Coopservice e Coop Alleanza 3.0.