Oltre 45mila erano gli spettatori che ieri sera hanno accolto i Metallica allo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna per l’unica data italiana dell’ M72 World Tour. L’appuntamento, tra i più attesi della stagione live (il tour è partito nel 2023 a supporto di 72Seasons), ha riportato nel capoluogo emiliano una delle band principali del metal (e del rock tutto).
Ad aprire il set, i Knocked Loose, direttamente dalla scena metalcore americana, poi i francesi Gojira. Poco prima delle 21, le note di It’s a Long Way to the Top (If You Wanna Rock’n’Roll) e quelle di The Ecstasy of Gold di Morricone: ecco quindi i Metallica, sul caratteristico palco circolare “In-The-Round” della tournée, al centro dell’impianto. La struttura, da 36 metri di diametro, permette alla band di esibirsi a 360 gradi. Attorno alla pedana, otto torri alte più di trenta metri e dotate di schermi e impianti audio per rendere ancora più immersivo l’intero spettacolo.
La scaletta ha attraversato gran parte della discografia dei Metallica, alternando i brani storici al materiale più recente. Non sono mancati gli estratti da 72Seasons, l’ultimo lavoro in studio del gruppo, mentre il finale è stato affidato ai classici simbolo del gruppo: Master of Puppets e Enter Sandman.
La cover di Ken il guerriero
Uno dei momenti più curiosi della serata è arrivato però durante la tradizionale parentesi dedicata alle cover locali: il chitarrista Kirk Hammett e il bassista Robert Trujillo hanno reinterpretato in chiave metal la storica sigla italiana dell’amatissimo anime giapponese Ken il guerriero (composta nel 1986 da Claudio Maioli), scatenando l’entusiasmo del pubblico bolognese.
Una pratica, quella di omaggiare il Paese ospitante, che è ormai consuetudine per la band. In passato, durante i concerti italiani, i Metallica avevano già eseguito versioni personali di C’è chi dice no di Vasco Rossi e Acida dei Prozac+.
“Un concerto intergenerazionale”
Tra le impressioni raccolte a caldo, il nostro Antonello Comunale, presente al concerto, sottolinea il carattere sempre più intergenerazionale del pubblico dei Metallica: “Sembrava quasi un concerto per famiglie, molti fan della Generazione X accompagnati da figli e bambini”. Sul palco, aggiunge, ha colpito soprattutto la forma di James Hetfield, mentre Hammett è apparso meno brillante del solito, soprattutto su alcuni must come Nothing Else Matters.
L’omaggio a Bologna
Nel finale non è mancato un tributo alla città ospitante: sugli schermi sono apparse immagini di Bologna e delle fasi di costruzione dello show al Dall’Ara, mentre la band salutava il pubblico con il tradizionale lancio di plettri.
Al termine della serata i Metallica hanno poi condiviso sui social un messaggio di ringraziamento rivolto ai fan italiani, sottolineando come il concerto abbia fatto registrare oltre 45mila presenze e uno stadio zeppo a oltre quarant’anni dal primo live della band nel nostro Paese, risalente al lontano 1984.
La tappa bolognese arriva a pochi giorni dal concerto all’Olympiastadion di Berlino, dove i Metallica hanno stabilito il nuovo record di affluenza dell’impianto con oltre 94 mila spettatori. Niente segni di rallentamento, dunque, per una band che continua a macinare record e a fare numeri con una facilità impressionante.
La scaletta del concerto
- Creeping Death;
- For Whom the Bell Tolls;
- Cyanide;
- King Nothing;
- 72 Seasons;
- The Unforgiven;
- Fuel;
- Kirk and Rob Doodle (Ken il guerriero, Spectra);
- The Day That Never Comes;
- Wherever I May Roam;
- Nothing Else Matters;
- Sad But True;
- One;
- Seek;
- Master of Puppets;
- Enter Sandman