Fine della vicenda giudiziaria che qualche preoccupazione aveva destato in Dave Grohl e negli altri diretti interessati, ovvero le eredi di Kurt Cobain, Krist Novoselic e il fotografo Kirk Weddle. Secondo quanto riporta la BBC, Spencer Elden si è visto respingere dal giudice le accuse di pedo-pornografia e sfruttamento minorile mosse da lui nei loro confronti dell’iconica foto che lo ritraeva da bambino immerso in piscina, sulla famosa cover di uno dei dischi capitali della storia del rock. E parliamo di Nevermind dei Nirvana, che lo scorso anno ha festeggiato – con una ristampa – i suoi primi 30 anni.
Negli scorsi mesi, Elden aveva affermato che quello scatto gli avrebbe procurato danni psicologici per i quali, tramite i propri avvocati, ha chiesto un risarcimento di 150.000 dollari, nonché il ritiro dell’artwork dalle future ristampe del disco. E questo nonostante lui stesso abbia volontariamente partecipato alle precedenti celebrazioni per l’uscita dell’album, compresa quella del venticinquennale in cui, per l’ennesima volta, ha ricreato lo scatto immortalato all’epoca da Weddle.
Il giudice californiano Fernando M. Olguin ha accolto la richiesta della band, che lo scorso dicembre aveva definito infondate e poco serie le accuse, chiedendo che il caso venisse archiviato. Elden avrebbe avuto fino al 30 dicembre per rispondere alla mozione ma non si è presentato. M. Olguin ha quindi respinto la causa con clausola “with leave to amend”, ovvero dando il tempo fino al 13 gennaio ai legali di Elden di riformulare le accuse.
Di Nirvana e Dave Grohl ci siamo spesso occupati su queste pagine, riguardo a quest’ultimo anche rivangando un episodio accaduto a TRL nel 2002. Lo scorso settembre i Foo Fighters hanno vinto nella categoria “fuori concorso” agli ultimi MTV VMAs, esibendosi live durante la serata. L’ultimo album della band, Hail Satin, contiene cover dei Bee Gees e versioni live di canzoni dell’ultimo album Medicine at Midnight. Ai link le recensioni di entrambi i lavori.