Nirvana. Dave Grohl fa capire che la cover di “Nevermind” potrebbe cambiare

Il frontman ha già in mente possibili alternative

La vicenda che ha visto Spencer Elden, il bambino ritratto sott’acqua per l’iconico scatto di Nevermind, intentare causa agli eredi di Kurt Cobain e agli altri membri viventi della band per sfruttamento sessuale minorile sembrava esser scivolata via dai media e non rappresentare certo un pericolo per i diretti interessati; nel frattempo, l’edizione celebrativa dell’album per il suo 30esimo anniversario è stata annunciata e la copertina del disco è rimasta fortunatamente quella che conosciamo.

Da una recente intervista che Dave Grohl ha concesso al britannico The Sunday Times sembra tuttavia che il verdetto non sia affatto scontato. Il frontman ha affermato di aver già «alcune idee riguardo a possibili alternative all’immagine originale» facendo capire che una possibilità che gli avvocati di Elden la spuntino c’è. Il Foo Fighter è comunque positivo: «sono sicuro che ce ne verremo fuori con qualcosa di buono», aggiunge, lasciando a chi di dovere il compito di portare a conclusione la vertenza nel modo migliore possibile.

Secondo la versione dell’ora trentenne, i suoi tutori legali di allora non avrebbero formalmente dato il consenso per le foto, e la cover di Nevermind, da lui definita pedo-pornografica, gli avrebbe procurato danni psicologici per i quali, tramite i propri legali, chiede ora un risarcimento di 150.000 dollari, nonché il ritiro dell’artwork dalle future ristampe del disco (a partire da quella nel frattempo annunciata). E questo nonostante lui stesso abbia volontariamente partecipato alle precedenti celebrazioni per l’uscita del disco, compresa quella del venticinquennale in cui, per l’ennesima volta, ha ricreato lo scatto immortalato all’epoca da Kirk Weddle.

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