In occasione del 25° anniversario dall’uscita di Nevermind si era unito alle celebrazioni ricreando lo scatto immortalato all’epoca da Kirk Weddle, per quella del 30ennale cita in giudizio la band per sfruttamento sessuale minorile. È quanto ha fatto Spencer Elden, il bambino che posò sott’acqua per l’iconica copertina del disco dei Nirvana, che ha fatto causa agli eredi di Kurt Cobain e agli altri membri viventi della band dichiarando che i suoi allora tutori legali non avrebbero formalmente dato il consenso per gli scatti. 150.000 dollari è la cifra che chiede come risarcimento danni.
A renderlo noto è TMZ, che riporta inoltre che Elden si sarebbe spinto a affermare che la cover dell’iconico disco andrebbe rubricata come pornografia minorile e che un accordo con la formazione al fine di apporre un adesivo sulle sue parti intime non è mai andato in porto.

La storia per come la conosciamo: nel 1991, il fotografo Kirk Weddle chiese alla famiglia se poteva scattare sott’acqua delle foto al loro figlio per la copertina di una allora sconosciuta band di Aberdeen. L’amo con il dollaro, che non era presente nello scatto originale, è stato aggiunto digitalmente in un secondo momento. Il compenso pattuito per il photo shoot, secondo quanto affermò il padre di Eden nel 2008 ad NPR, è stato di 200 dollari. La stessa cifra è stata simbolicamente data da Chapple a Eden anche per i nuovi scatti del 2016 che fanno il paio con quelli che 10 anni prima furono prodotti per il 15° anniversario dall’uscita del disco.
Su SA la recensione di Nevermind è stata scritta da Stefano Pifferi per il suo ventennale. Stefano Solventi ha inoltre pubblicato una riflessione sull’album postumo della band, MTV Unplugged in New York. Su SA trovate anche la recensione di In Utero e la discografia della formazione.
