Nuovi dettagli sulla causa intentata da Spencer Elden, il bambino oggi 30enne che all’età di 4 mesi posò sott’acqua per la copertina di Nevermind dei Nirvana. Da quanto già riportato da TMZ – la cover definita pedo-pornografica, il risarcimento di 150.000 dollari per danni psicologici, un presunto accordo con la formazione per apporre un adesivo sulle sue parti intime mai andato in porto – si aggiungono le nuove informazioni che Maggie Mabie, uno de suoi legali, ha fornito all’Associated Press.
La richiesta di Elden sarebbe quella di ritirare l’artwork dalle future versioni del disco, ovvero se i membri viventi e gli eredi di Cobain stessero pensando a un’edizione per i 30 anni di Nevermind – che cascano giusto quest’anno, precisamente il 24 settembre – questa «non dovrebbe contenere i suoi genitali in bellavista».

La causa, diventata di dominio pubblico nel giro di ore, ha suscitato parecchie perplessità, soprattutto alla luce delle innumerevoli volte in cui l’ex bambino fotografato da Kirk Weddle si è prestato a ricreare lo scatto nella piscina. Mabie, interrogata sull’argomento, ha risposto che non vi è nulla di incoerente nel recente deposito dell’azione legale. Soltanto negli ultimi anni, dall’ultimo servizio fotografico del 2016 – in occasione del 25 anniversario dall’uscita del disco – il suo assistito ha trovato il coraggio di reagire allo sfruttamento della sua immagine, arrivando a formulare una richiesta di risarcimento e di rimozione della cover dalle future edizioni.
Su SA la recensione di Nevermind è stata scritta da Stefano Pifferi per il suo ventennale. Stefano Solventi ha inoltre pubblicato una riflessione sull’album postumo della band, MTV Unplugged in New York. Su SA trovate anche la recensione di In Utero e la discografia della formazione.
