Carmen Consoli
Carmen Consoli & Elvis Costello live al Castello Sforzesco di Milano, foto di Andrea Leone (2023)

Carmen Consoli annuncia tre nuovi album ispirati a Quinto Ennio: «Ho tre cuori, come lui»

Un disco in dialetto (e non solo), uno rock con gli Uzeda, uno cantautorale in italiano: così la cantantessa racconterà le sue “tre anime”

A poche settimane dall’uscita della colonna sonora L’amuri ca v’haju, Carmen Consoli torna a sorprendere annunciando l’arrivo non di un nuovo album, ma di tre. Un trittico musicale ispirato alla figura di Quinto Ennio, poeta latino considerato il “padre della letteratura romana”, che dichiarava di parlare in tre lingue e dunque di avere “tre cuori”. Un’affermazione che la cantautrice siciliana fa propria: «Seguendo Ennio, i miei prossimi tre album avranno lingue e intenzioni diverse».

Il trittico

Il primo disco, atteso per l’autunno, sarà un omaggio alla tradizione musicale e letteraria siciliana. Composto da brani in dialetto ma anche in greco antico, arabo e latino, conterrà testi originali della stessa Consoli affiancati a quelli di autori storici come Nina da Messina e Ibn Hamdis, musicati per la prima volta. Un lavoro che si propone di mettere in relazione epoche e culture differenti, con il contributo di diversi ospiti.

Il secondo album sarà invece un ritorno alle radici rock di Carmen, legate alla Catania degli anni ’90 e all’influenza dell’alt-rock nordamericano. Un periodo che l’artista rivisiterà anche grazie alla collaborazione con due membri storici degli Uzeda, Raffaele Gulisano e Davide Oliveri. «Vorrei riaprire quella porta», scrive Consoli, «e riprendere quelle sperimentazioni rock che ancora mi chiamano a gran voce».

Il terzo capitolo del progetto sarà il più cantautorale, con brani in lingua italiana. Un disco che, nelle intenzioni dell’artista, fungerà da sintesi emotiva e stilistica, completando un percorso che è anche una dichiarazione d’intenti in controtendenza con i tempi: «Perché delegare alle macchine la nostra vita? […] Ho fatto una scelta di libertà e – nonostante la crisi profonda del settore – ho deciso di utilizzare il tempo guadagnato (ma avrò mai guadagnato del tempo?!) per declinare i temi a me più cari, le mie “tre anime”, in tre lavori diversi, piuttosto che concentrarli in un solo album».

 

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L’attività recente

L’amuri ca v’haju, colonna sonora del film L’amore che ho di Paolo Licata, è l’ultima tappa del lungo dialogo tra Carmen Consoli e la figura di Rosa Balistreri, voce cruciale della cultura popolare siciliana del Novecento. Un’opera che riafferma il legame profondo della cantautrice con la propria terra, ma anche con una genealogia femminile fatta di resistenza, canto e memoria.

Non è la prima volta che Consoli si confronta con l’eredità della cantastorie di Licata: già nel 2023 aveva portato in scena lo spettacolo Terra ca nun senti – poi pubblicato anche in disco – in cui reinterpretava brani come Maria Catena, Masino, A’ finestra, Buttana de to’ ma’, Cunta e canta e la stessa Terra ca nun senti, accompagnati da un testo recitato da Donatella Finocchiaro, La vuci di Rosa. Un filo rosso che attraversa il tempo e che trova ora, con l’ambizioso trittico annunciato oggi, una nuova forma di espressione.

Su SA trovate la recensione dell’ultimo album di Carmen Consoli, Volevo fare la rockstar, a cura del nostro Davide Cantire, ma anche quella relativa al suo quarto album Stato di Necessità.

Tracklist

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