C’è chi pensa che i grandi cataloghi del rock andrebbero dati in beneficenza, vedi Mick Jagger, chi vorrebbe vendere ma per dissidi interni non riesce ad arrivare a un negoziato, vedi i Pink Floyd, e chi invece è passato all’incasso senza pensarci due volte cedendo parte o l’intero malloppo (Sting, Bruce Springsteen, David Bowie, Bob Dylan, Neil Young).
Ad acquistare i diritti sulla musica, l’immagine e il publishing dei grandi protagonisti della musica del ‘900, sono major discografiche, ma soprattutto fondi d’investimento come Hipgnosis Song e/o grossi gruppi come Iconic Artists che ha recentemente chiuso un accordo in tal senso con Cher, Rod Stewart e ora con Bryan Ferry.
Il cantante e principale autore dei Roxy Music, ha venduto alla società di Irving Azoff il 50% dei diritti sulla propria musica solista e con la band, nonché il publishing e l’utilizzo del proprio nome e della propria immagine.
Sono lieto di lavorare con tutti i collaboratori di Iconic Artists per trovare nuovi modi di condividere la mia musica con il mondo. Sono entusiasta di vedere quali possibilità si apriranno
Bryan Ferry
Anche agli ingenti investimenti di Hps Investment Partners – 107 miliardi di dollari di asset in gestione, leggiamo sul Sole 24 Ore – Iconic Artists è una delle realtà più presenti nel mercato della compravendita del diritto d’autore. Soddisfatti dell’accordo sia Bryan Ferry che i principali protagonisti del negoziato, il presidente Jimmy Edwards («Iconic è profondamente onorata di celebrare la sua longeva influenza e di condividere il suo leggendario catalogo con il mondo») e la co-presidente di The Azoff Company Beth Collins («Siamo onorati di lavorare con lui per garantire che la sua eredità continui a ispirare e risuonare con il pubblico»).