Basement Café – Germi Session è un nuovo format web prodotto da Rolling Stone e Lavazza che si propone di “esplorare gli aspetti più impenetrabili della musica italiana”. La prima puntata è stata condivisa la settimana scorsa e ha visto protagonisti i Verdena, intervistati da Manuel Agnelli, quella in arrivo oggi è invece concentrata su Francesco Motta ed Emma Nolde, infine nell’ultimo appuntamento del 27 aprile ci saranno Brunori SAS e Joan Thiele che affronteranno il tema dell’importanza della parola ma anche il senso dei social post-pandemia.
In attesa dei nuovi episodi, rivediamo i Verdena eseguire Chaise Longue dall’ultimo album Volevo Magia e Manuel Agnelli con Ama il prossimo tuo come te stesso, title track dall’album di debutto solista.
L’intervista
Durante lo scambio, la band parla dell’importanza di ottenere un certo tipo di energia/affiatamento, un concetto che vale tanto per la sala prove quanto davanti al pubblico di uno stadio. Ma anche di controllo, di come, ad esempio, Alberto Ferrari rappresenti l’“elemento sentinella” all’interno di un live, quello che cazzia i compagni se c’è qualcosa che non va.
Tra le chiacchiere non poteva mancare l’aggancio agli anni ’90. La produzione del secondo album affidata proprio ad Agnelli (vedi anche una storica inervista per MTV Brand New). La scusa per parlare di un altro argomento mai battuto nelle interviste alla band: il fatto di essersi dedicati da subito (giovanissimi), e da sempre, alla carriera musicale a differenza di Agnelli che fino a trent’anni un lavoro esterno alla musica lo ha avuto per necessità.
Argomento che porta al motivo per il quale i tre non se ne sono mai andati dal paese d’origine e alle ragioni di un’irrequieta creatività basata su frizioni, improvvisazione e su scambi prevalentemente non verbali. Per i Verdena il processo creativo non va sistematizzato e tantomeno razionalizzato, va inseguito, anche con un certo fatalismo.
Ci è sempre andata bene, senza pensare siamo sempre riusciti a fare qualcosa per noi di nuovo. Non è mai arrivato il momento in cui ci siamo ritrovati a fare la stessa cosa e ad interrogarci a quel punto sul da farsi
Roberta Sammarelli
