I Verdena sono al lavoro sul nuovo album, a più di sei anni da Endkadenz (Vol. 1 e Vol. 2), mentre recentemente abbiamo rispolverato la loro partecipazione alla trasmissione di Odeon TV, Il Muro, nel 1997. Una sorta di reunion tra Ferrari e Agnelli si è avuta nel 202o sul palco di X Factor, con il leader dei Verdena salito sul palco per suonare Muori Delay insieme ai Little Pieces of Marmalade.
Verdena. L’intervista per “Solo un grande sasso”. Manuel Agnelli: “Il disco più divertente che ho fatto”
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Davide Cantire
- 23 Novembre 2021
Sono passati oltre 20 anni dall’uscita di Solo un grande sasso, secondo album pubblicato dai Verdena con Manuel Agnelli nel ruolo di produttore. Dopo l’intervista di Cattelan, oggi rispolveriamo quella realizzata da MTV Brand New ad Alberto Ferrari e Roberta Sammarelli, accompagnati proprio dal frontman degli Afterhours.
Che la giovanissima band bergamasca avesse voglia di sperimentare è indubbio. Come tutte le formazioni giunte al difficile secondo disco, qui si tratta di mettere la freccia di sorpasso al debut e fare di più e fare meglio. Massimo Coppola tasta un attimo il terreno, sciolto e provocatorio come era solito fare, con i due a tener botta in gran relax. Diciamo i due, perché Luca Ferrari, come di consueto, è assente dall’attività promozionale (un trend che negli ultimi anni sembra cambiato). Convenevoli si dirà, anche perché la domanda più ovvia arriva subito dopo, ovvero come sia stato lavorare con Agnelli, dopo essere stati “battezzati”, per così dire, da un altro paladino illustre del rock italico, Giorgio Canali. «È stato eccezionale», risponde diretto il frontman dei Verdena. E Agnelli subito a ribattere scherzoso: «Terribile… sono insopportabili…. …No, è stato il disco più divertente che ho fatto. Mi hanno fatto regredire a 14 anni. Mi sono divertito molto, loro hanno le idee molto chiare ed è stato facile lavorare proprio per questo. Direi che ho fatto di tutto per aiutarli a realizzare quello che già sapevano di voler fare».
Solo un grande sasso è la testimonianza di un connubio riuscito, tanto che ai tempi fu piuttosto evidente lo stacco rispetto all’esordio. Sarà l’ultima volta che la band si affiderà a un esterno, decidendo da quel punto in avanti autoprodursi. Come accadrà già dal lavoro successivo, Il suicidio dei samurai, nuovo plauso di critica e pubblico. Disco che conquisterà un’altra abbondante fetta di consensi e riconoscimenti.
Dall’intervista, traspare inoltre l’amore incondizionato di Ferrari per i Beatles («Non ascoltavo altro a 15 anni»). E se non poteva mancare la domanda sullo studio-pollaio, vien fuori pure che il malessere di vivere dei ragazzi è ormai alle spalle. «Abbiamo superato l’adolescenza da un pezzo», sbotta la allora 22enne.
