Anche la tragedia delle tragedie, come consideriamo l’11 Settembre nella parte di mondo che chiamiamo “occidentale”, può ispirare l’arte. Lo sapevamo dai tempi di Guernica di Picasso, e ce l’hanno ricordato molti musicisti rock dopo l’attentato alle Twin Towers del 2001. Tanto che, a distanza di anni, è possibile stilare una lista — non chiamiamola classifica — di canzoni ispirate a quegli eventi che hanno cambiato il mondo, ma in peggio.
Una selezione inevitabilmente parziale e opinabile, come tutte le liste, ma che comprende alcuni tra i momenti più alti e simbolici del pop rock del XXI secolo.
1) Bruce Springsteen – The Rising
Come non partire dal Boss, non newyorchese di nascita ma del vicino New Jersey. Pubblicata nell’omonimo album del 2002, The Rising è diventata un inno moderno d’America: quell’America piegata ma non spezzata dagli aerei di Bin Laden. Uno dei brani più struggenti della sua carriera, forse il suo ultimo vero capolavoro.
2) R.E.M. – Leaving New York
Non li rimpiangeremo mai abbastanza. Questo brano, contenuto nel sottovalutato Around The Sun (2004), è tra i più toccanti dei R.E.M. «It’s easier to leave than to be left behind» — eppure lasciare New York non è mai stato facile. «Leaving New York never easy / I saw the light fading out».
3) Pearl Jam – I Am Mine
Scritta in risposta al clima successivo agli attentati, la canzone riflette sul falso patriottismo e sulla necessità di riaffermare la propria autonomia morale. «Ognuno appartiene solo a se stesso», spiegava Eddie Vedder, ironizzando sulle bandierine made in China vendute ai distributori dopo l’11 Settembre.
4) Interpol – NYC
Senza mai citare esplicitamente gli attentati, gli Interpol di Paul Banks ne restituiscono l’eco emotiva in un’elegia impregnata di newyorchesità. Tratta da Turn On The Bright Lights (2002), la canzone rimanda alla città dei Settanta, tra CBGB e Studio 54.
5) U2 – City Of Blinding Lights
Scritta a New York poco dopo l’attentato, ispirata ai volti commossi del pubblico durante un concerto al Madison Square Garden, la canzone è una dichiarazione d’amore alla città ferita. Bono e compagni furono tra i primi grandi artisti a tornare sul palco nella Grande Mela nell’ottobre 2001. Il bassista Adam Clayton dichiarò che per loro suonare a New York in quel momento fu come quando avevano suonato a Sarajevo subito dopo la guerra nella ex Jugoslavia.
6) Leonard Cohen – On That Day
Bastano le parole del poeta canadese per dire tutto: «They wounded New York / Some people say / They hate us of old / Our women unveiled / Our slaves and our gold». Il brano è On That Day, canzone pubblicata nel 2004 e presente sull’album Dear Heather.
7) Bruce Springsteen – Into The Fire
Ancora Springsteen, ancora un inno al farsi forza e reagire. «May your strength give us strength / May your faith give us faith / May your hope give us hope / May your love give us love», recita un passaggio di Into The Fire, brano contenuto anch’esso, come The Rising, nell’omonimo album del 2002.
8) Neil Young – Let’s Roll
Nel 2002 uscì anche Are You Passionate?, album di Neil Young che include Let’s Roll, ispirata alle vicende del volo United 93. «Let’s roll for justice / Let’s roll for truth / Let’s not let our children / Grow up fearful in their youth», canta Young, in un brano che unisce rabbia e senso civico.
9) Coldplay – Politik
Come suggerisce il titolo, è uno dei brani più esplicitamente politici del gruppo inglese guidato da Chris Martin. Politik apre A Rush of Blood to the Head (2002), album uscito a fine estate, quando ancora il trauma dell’attacco alle Torri Gemelle era vivo. Un invito alla riflessione e alla responsabilità civile, prima che i Coldplay perdessero del tutto la loro credibilità artistica.
10) Beastie Boys – An Open Letter To NYC
Nel 2004 i Beastie Boys scrivono una lettera aperta alla loro città. In An Open Letter to NYC esprimono amore e resilienza, ricordando ciò che New York aveva vissuto tre anni prima: «Lifelong, we dedicate this song / Just a little something to show some respect / To the city that blends and mends and tests / Since 9-11 we’re still livin’».
11) My Chemical Romance – Skylines and Turnstiles
Non poteva mancare la band di Gerard Way, che scrisse Skylines and Turnstiles come diretta reazione agli attentati. È la settima traccia del debutto I Brought You My Bullets, You Brought Me Your Love (2002), ed è il primo segnale della poetica tragica e teatrale che definirà il gruppo.
12) Steve Reich – WTC 9/11
Lontano dall’ambito rock, Steve Reich rappresenta la voce della musica colta di New York. Il compositore minimalista presentò WTC 9/11 nel 2011 alla Duke University: un’opera costruita su registrazioni reali, voci dei controllori di volo e telefonate di quel giorno, per restituire il caos e la paura dell’evento attraverso il linguaggio della ripetizione e della memoria.
13) Bloc Party – Hunting For Witches
Già il titolo dice molto. Pubblicata nel 2007 su A Weekend in the City, Hunting for Witches racconta il clima di sospetto e paranoia dell’Occidente post-11 Settembre: un nuovo maccartismo in tempi di terrorismo islamico. «So I go hunting for witches / Heads are going to roll…».
14) Ani DiFranco – Self Evident
Un poema in forma di canzone, una cronaca poetica e politica. «And the shock was subsonic / And the smoke was deafening / Between the setup and the punch line / ’Cause we were all on time for work that day». Self Evident è una delle risposte più intense e personali di un’artista sempre attenta alla dimensione sociale della parola.
15) Bon Jovi – Undivided
Apre Bounce (2002), l’ottavo album dei Bon Jovi,, e si fa portavoce del dolore collettivo americano. «That was my brother lost in the rubble / That was my sister lost in the crush… / A million prayers to God above / A million tears make an ocean of». Una preghiera laica e universale.
16) Paul McCartney – Freedom
Non poteva mancare Macca. Freedom è il singolo che Paul McCartney scrisse e incise subito dopo gli attentati, testimone diretto degli eventi mentre stava per decollare dal JFK. Un brano spontaneo e solidale, che divenne inno nei concerti-tributo dedicati a New York.
17) Evanescence – My Last Breath
Registrata come demo e poi inserita in Fallen (2003), My Last Breath è ispirata al clima emotivo dell’11 Settembre. Un pezzo che unisce dolore e catarsi nel tipico registro gotico della band di Amy Lee.
18) Cranberries – New New York
Scritta tra il 3 e il 6 giugno 2002 durante il tour americano e pubblicata nella raccolta Stars – The Best of 1992–2002, New New York è la risposta solidale della band irlandese al trauma collettivo. Un inno di speranza e rinascita per la città ferita.
19) Eagles – Hole in the World
Pubblicata nel 2003, Hole in the World fu scritta da Don Henley e Glenn Frey come reazione non solo agli attentati, ma anche alle guerre che ne seguirono. Una ballata malinconica che riflette sul lutto e sull’assurdità del conflitto.
20) Strokes – New York City Cops
E infine una canzone che non uscì mai in patria. All’indomani dell’11 Settembre, gli Strokes decisero di rimuovere New York City Cops dall’edizione americana di Is this it?, sostituendola con When It Started. Il brano, apertamente critico verso la polizia, era sembrato inopportuno in quel momento di lutto nazionale. Rimase però nella versione internazionale e continuò a essere eseguito dal vivo — anche nel 2020, durante un concerto in sostegno a Bernie Sanders, ironicamente interrotto proprio dall’intervento della polizia.