Album

Voodoo Lounge [Ristampa 2024]

12 Luglio 1994 rock

Fa strano dirlo, ma quello che è il quintultimo album di studio dei Rolling Stones quest’anno festeggia il trentennale. Per l’occasione verrà ristampato in doppio vinile: cosa non nuova, visto che uscì in questo formato già ai tempi della sua pubblicazione originaria (e con ristampe nel 2010 e nel 2020), ma stavolta c’è l’aggiunta di un 10” con i 4 brani usciti ai tempi sui singoli estratti dal disco, brani da allora riapparsi solo sul cofanetto The Singles 1971-2006 e stranamente tutti assenti da Rarities.

Fu il disco che segnò la pausa più grande tra un album e l’altro del gruppo (5 anni) e fu il primo senza Bill Wyman, che aveva lasciato gli Stones nel 1991 dopo il megatour di Steel Wheels (che, insieme all’album che promuoveva, aveva sancito la pace tra Jagger e Richards dopo gli scontri degli anni ’80).

Il disco fu prodotto da Don Was e presenta un suono robusto e un po’ retrò, per ribadire che negli anni ’90 non era più tempo di quelle sbornie modaiol-radiofoniche che avevano afflitto tanti loro coetanei nel decennio precedente (benché, a ben guardare, i nostri vi avessero ceduto relativamente): scelta sonora caldeggiata dal produttore a scapito di un orientamento più black presente in alcune delle bozze elaborate dalla band.

La scaletta infatti spazia tra i vari stili dei nostri, con un ottimo singolo guida (Love Is Strong), qualche ballata ispirata (Blinded By Rainbows), brani dall’atmosfera insolita (Moon Is Up) e Keith Richards alla voce guida in due brani (era già successo su Dirty Work ma uno dei due era una cover), alternando una buona ispirazione a qualche brano che fa sembrare il disco forse troppo lungo.

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