Album

Relax

Calcutta, la cover di “Relax”
20 Ottobre 2023 cantautori indie

Niente singoli, solo depistaggi, un vedo non vedo, suona più forte che non riesco a sentirti. A Roma un concerto teaser che è poi un’installazione firmata da Nico Vascellari all’interno di Villa Medici, un gigantesco carillon che si può osservare soltanto da cinque spioncini a forma di 5 lettere, quelle che formano il titolo del disco; sul canale di YouTube di Bomba Dischi nel frattempo viene condiviso il disco versione ASMR, i testi delle canzoni pronunciate nell’irritante (a qualcuno piace) registro sussurrato del “genere”.

Ad anticipare Relax, l’album di Calcutta che segue a ben un lustro di distanza Evergreen, c’è soltanto questo e una compagna di guerrilla markting che ha interessato la Darsena e i Navigli di Milano, lenzuola a tema stese dai terrazzi di alcuni condomini. L’immagine coordinata è poi la copertina del disco: una ragazza sdraiata sul lettino dal dentista con la maglietta che ritrae un gigantografia di Edoardo D’Erme, occhiali, barba, tuta e cappuccio alzato. Un bel colpo d’occhio, in your face.

C’è grande attesa per il ritorno di colui che ha sdoganato (e contribuito a snaturare) la parola indie nel mainstream italiano generando una confusione che è soltanto nostra, nazionale. Mainstream che è anche l’omonimo disco – il suo secondo – che ne è stato l’origin story. Indie che poi è finita per essere usata come etichetta passepartout per definire tutte quelle musiche che qualcuno nel frattempo – spesso in senso dispregiativo – definiva it-pop o nuovo pop. Un pop che, a dir il vero, alle chitarre Strokes dei primi Thegiornalisti preferiva più spesso i ritmi spezzati dell’Hip Hop, Neffa piuttosto che Vasco Brondi, metafore e sinestesie via via sempre più codificate e standardizzate. E tanti saluti a Dente.

Con il radiofonico ma non certo sputtanato Mainstream a brillare come la matta ne mazzo, nell’anno in cui in Italia esplode la trap, e siamo nel 2016, nazionali diventavano pure Coez, Frah Quintale, Gazzelle e Carl Brave x Franco 126, e sono anni che il primo di questa lista, Silvano Albanese, ricorda con nostalgia. Ora è tutto diverso, a dominare le chart ci sono Lazza, Tedua, Geolier con il solo Tommaso Paradiso a tener alta la bandiera di quella generazione cantauto-“indie” che trova nel disco di Calcutta un prima e un poi. Certo poi è arrivato Evergreen, che proseguiva e rilanciava con decisione quella prosa arresa e esistenziale, fatta di bozzetti di poche pennellate emotive, di urla sganciate quando il testo le richiamava. L’angolazione rimaneva quella, magari sbilanciata su una arrendevole radiofonia, quelle poche pennellate lì, le stesse che avevano reso Cosa mi manchi a fare, Frosinone e Dal verde brani generazionali.

È il disco di Paracetamolo e Pesto, quello che ne cementa la fama. L’album che lo porta in tour anche all’estero, il disco che una volta finita la promozione e i live genera un’assenza che crea di converso un altrettanto pregnante presenza. Di Calcutta è Mare di guai, il brano portato da Ariete all’ultima edizione del Festival di Sanremo, pezzo con il suo universo emotivo ben in vista che si è dimostrato appetibile a una generazione (Z) che di cantautori “indie” in tutte le salse di cui sopra non sembra averci troppo bisogno o nostalgia.

Il pubblico per Edoardo però c’è. C’è un tour soldout già prima di iniziare. E sono tutti trentenni che negli anni ’10 hanno vissuto la loro gioventù, “gli anni più belli della (loro) vita”.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Coro
  • 2 Giro con te
  • 3 Controtempo
  • 4 2minuti
  • 5 Tutti
  • 6 Intermezzo3
  • 7 SSD
  • 8 Loneliness
  • 9 Ghiaccioli
  • 10 Preoccuparmi
  • 11 Allegria...
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