Christopher Walken. Still da "Weapon of Choice" di Fatboy Slim (2001). Regia: Spike Jonze.

Fatboy Slim. Christopher Walken e il tip-tap del rimpianto: “Weapon of Choice”

Nel 2021 è scattato il ventesimo anniversario del videoclip di Weapon of Choice, uno dei brani più noti di Quentin Leo Cook aka Fatboy Slim (feat. Bootsy Collins) contenuto nel cult Halfway Between The Gutter and the Stars. Diretto dal geniale Spike Jonze, al suo terzo lavoro con Cook (il primo è stato Praise You, il secondo The Rockafeller Skank), il video di Weapon of Choice ricevette una pioggia di riconoscimenti (in sei categorie) agli MTV Music Video Awards del 2001 e vinse un Grammy per il Best Music Video nel 2002; su YouTube conta oltre 58 milioni di visualizzazioni, anche grazie al restauro in 4K pensato proprio per l’anniversario.

Coinvolto in un solitario ma liberatorio ballo nelle grandi sale di un hotel, Christopher Walken è il protagonista indiscusso del videoclip e il motivo principale del suo successo. Fino a quel momento l’attore era conosciuto al grande pubblico per i suoi ruoli bizzarri, inquietanti e al limite della follia: basti pensare che due anni prima Weapon of Choice uscì al cinema l’iconico Il Mistero di Sleepy Hollow (Tim Burton, 1999). Jonze ne aveva colto le potenzialità da ballerino attraverso una sua partecipazione al Saturday Night Live e solo dopo averlo incontrato venne a sapere che Walken aveva frequentato da giovane una scuola di ballo, dove si era specializzato nel tip-tap. «Suppongo che i musical siano sempre stati la mia cosa preferita e sto parlando dei musical cinematografici – disse l’attore in un’intervista per The Hollywood Interview – Penso che se fossi entrato nel mondo del cinema in un momento diverso, sarei stato in molti film musicali». Guardando alla carriera di Walken fino al 2001 fa sorridere pensare che, per quanto riguarda il musical, si conta solo una piccola parte nel film del 1981 Spiccioli dal cielo di Herbert Ross (nel 2007 sarà poi nel cast di Hairspray – grasso è bello, per la regia di Adam Shankman). 

Christopher Walken. Still da “Weapon of Choice” di Fatboy Slim (2001). Regia: Spike Jonze.

Venuto a conoscenza di tutto questo, Jonze non poteva che approfittarne. «Volevo tornare alla danza ma non in maniera lo-fi, amatoriale. Volevo una vera produzione – dichiarò il regista in una videointervista per The Night Club nel 2018, partendo da un paragone col videoclip di Praise You – Scrivere questa sceneggiatura è stato davvero semplice. Quando mio padre veniva in città, stava in uno di quelli hotel vicino all’aeroporto, i cosiddetti Marriot Hotel. Quindi ho semplicemente immaginato mio padre in tutti questi hotel in giro per il paese, dalla qualità banale, ripetitiva e paralizzante. La mia idea ruotava intorno alla fantasia che può nascere da un posto di quel tipo». Ecco quindi che nella prima inquadratura di Weapon of Choice vediamo Walken in giacca e cravatta seduto nella hall di un Marriot Hotel losangelino: è palesemente annoiato. Ma ancora più interessante è l’angolazione della macchina da presa. L’inquadratura è costruita in modo da fare sembrare la stanza il palcoscenico di un teatro, infatti del “polveroso” arredamento saltano all’occhio le tende, perché messe a mo’ di cornice intorno a una grande vetrata; Jonze ci anticipa che quello che vedremo sarà pura finzione scenica, una meravigliosa fantasia di quattro minuti.

Quando si sentono le prime note di Weapon of Choice capiamo subito che la musica è situata all’interno della testa di quell’uomo stanco, triste, solo e con la maschera di Christopher Walken. A noi spettatori è stato dato il privilegio di avere accesso ai suoi pensieri, di essere dentro la sua testa; non a caso due anni prima Spike Jonze aveva diretto il suo film d’esordio, Essere John Malkovich (1999). Da quel momento parte il sopracitato ballo – un chiaro omaggio al cinema classico – divertente nel suo essere in contrasto con il brano, sfacciatamente impreciso e, per certi versi, delirante. La camera segue l’attore nelle varie stanze del business hotel e mano a mano che il video procede, aumenta anche l’implausibilità di alcuni passi di danza (che comunque ammiccano alle evoluzioni tipiche del tip-tap). Il punto più alto del climax coreografico è quando l’attore, attraverso un piccolo intervento di CGI, inizia a volare. Gli amatori del genere musical non possono che ricordarsi della sequenza più famosa di Sua Altezza si sposa (Stanley Donen, 1951), quella in cui il leggendario Fred Astaire balla sul soffitto di una stanza d’albergo (pura avanguardia tecnica); comunque sono molti i musical con elementi “fuori dalla realtà”, essendo uno dei tratti tipici del genere (richiede sempre una profonda sospensione d’incredulità).

Christopher Walken. Still da “Weapon of Choice” di Fatboy Slim (2001). Regia: Spike Jonze.

Perchè proprio il tip-tap? L’operazione che fa Jonze non rientra nel mero citazionismo perchè trasforma quel ballo, che solitamente rappresenta un inno gioioso all’amore e alla vita, in una metafora del rimpianto, della solitudine, della tristezza (sebbene mantenga una spiccata vena ironica). Ed è proprio in questo snodo che possiamo ricollegare l’immagine di Spike Jonze alla musica di Fatboy Slim, collocabile in un momento di transizione fra quello che sono stati gli anni Novanta e quello che saranno poi i Duemila. Come ha scritto Marco Braggion nella recensione fatta per la ristampa del 2015 (15° anniversario), Halfway Between The Gutter and the Stars, è «il canto del cigno della spensieratezza pre-millennial […] Insomma, resta un documento importante per sottolineare la decadenza e la fine di un’epoca. […] Qui si coglie quel sentimento di gioia per il passato e di tristezza per il presente che sa un po’ di rimpianto».

Su SA, alla pagina dedicata, potete recuperare tutto lo storico di Fatboy Slim, compresa la sopracitata recensione di Halfway Between The Gutter and the Stars e il commento al videoclip di Praise You (a firma Davide Cantire). A proposito di Spike Jonze, potete leggere la recensione del documentario Beastie Boys Story scritta da Luca Roncoroni.

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