David Sylvian e Ryuichi Sakamoto
David Sylvian e Ryuichi Sakamoto

David Sylvian e Ryuichi Sakamoto. “Forbidden Colours” Colori proibiti

La scomparsa di Ryuichi Sakamoto, avvenuta dopo una lunga lotta contro il cancro il 28 marzo del 2023 all’età di settantun’anni, ha privato la scena musicale mondiale di uno dei suoi talenti artistici più brillanti. Una carriera davvero a tutto tondo la sua: una formazione accademica alle spalle tra studio di pianoforte classico, composizione, etnomusicologia ma anche elettronica a cui hanno fatto seguito le più disparate esperienze musicali, dalla formazione del pionieristico trio Yellow Magic Orchestra ad un percorso solistico che lo ha visto confrontarsi continuamente con i più disparati generi e con innumerevoli collaboratori provenienti dalle più diverse latitudini geografiche. Tutto questo senza dimenticare la sua esperienza nella composizione di colonne sonore, un campo questo in cui Sakamoto ha raccolto forse le sue soddisfazioni più grosse, tra lodi di critica e pubblico e i riconoscimenti delle più importanti istituzioni del settore cinematografico; tra questi un premio Oscar, un Grammy e due Golden Globe.

Un lascito musicale inestimabile il suo, che è impossibile cercare di analizzare in un unico articolo senza rischiare di tralasciare qualcosa di rilevante. Oltre a questi importanti traguardi, è comunque giusto ricordare che Sakamoto ha anche prestato la propria carismatica presenza fisica in alcune pellicole cinematografiche. Tra queste, la più memorabile di tutte, la sua inclusione del cast di Furyo – Merry Christmas Mr. Lawrence il titolo originale – uscito nelle sale nel 1983 e diretto dal nipponico Nagisa Ōshima.

Il film prende lo spunto dalle vicende di guerra e prigionia vissute e raccontate nei suoi romanzi dal britannico Sir Laurens van der Post, ufficiale dell’esercito britannico di stanza in Indonesia durante la Seconda Guerra Mondiale. Oltre a Sakamoto – nella parte del Capitano Yonoi, nel cast figurano Tom Conti – il Mister Lawrence del titolo e figura ispirata dallo stesso van der Post – Takeshi Kitano – noto comico e caratterista giapponese – nonché un ipnotico David Bowie nella parte del ufficiale neozelandese Jack Celliers.

Presentata al Festival di Cannes 1983 in concorso per la Palma d’Oro, Merry Christmas Mr. Lawrence è una profonda, intensa ed a tratti claustrofobica pellicola antimilitarista che mostra gli orrori della guerra rappresentati dall’inferno dei campi di prigionia – nella fattispecie quelli allestiti dall’esercito giapponese sull’isola di Giava negli anni ’40 – e la violenza dei rapporti tra detenuti occidentali ed carcerieri orientali. Tematicamente stratificato ed emozionalmente complesso, Furyo (parola che in giapponese significa appunto “prigioniero di guerra”) non è di certo un film facile; a causa della sua tesa, ed a tratti snervante, lentezza e di una estenuante serie di scene di tortura, punizioni corporali ed automutilazione. Tuttavia, è per molti altri motivi edificante ed indimenticabile, e questo anche grazie al magnetismo dei due interpreti principali, Bowie e Sakamoto, e alla conflittuale – e fatale – attrazione sessuale messa in scena tra i due.

Anche se il film ha superato egregiamente la prova del tempo risultando ancora oggi, e dopo molteplici visioni, appassionante e toccante, alla sua uscita non venne accolto da un coro unanime di lodi, come le premesse e le aspettative avrebbero potuto fare credere. E per alcuni era proprio Bowie, con il suo freddo stocismo interpretato come scarsa espressività, a rappresentare il punto più debole della confezione. Ad ogni modo su una cosa, ora come allora, tutti sembrano essere unanimemente d’accordo, ovvero la colonna sonora composta dallo stesso Ryuichi Sakamoto.

Premiato dalla British Academy of Film and Television Arts con il BAFTA Award per la composizione della migliore musica da film, Sakamoto in questa occasione si era anche avvalso della collaborazione di una sua vecchia conoscenza, ovvero il britannico David Sylvian. Frutto del loro lavoro, la versione cantata del tema principale strumentale del film, ovvero la canzone Forbidden Colours.
Una partnership di lunga data quella tra i due, iniziata ai tempi della militanza di David Sylvian nei Japan – e più precisamente in occasione della registrazione dell’album Gentlemen Take Polaroids, nel brano Taking Islands In Africa – e poi continuata due anni più tardi con il singolo Bamboo Houses-Bamboo Music.

Il testo della canzone scritto da Sylvian – registrata nuovamente e ripubblicata nel 1984 come lato B del singolo Red Guitar, estratto dal suo primo album solista Brilliant Trees – riprende le tematiche omosessuali del film, in particolare traducendo in parole e musica il conflitto interiore ed i sensi di colpa di Sakamoto/Yonoi per i sentimenti provati verso Bowie/Celliers.

Learning to cope with feelings aroused in me
My hands in the soil, buried inside of myself
My love wears forbidden colours
My life believes in you once again

Inclusa come bonus track in alcune edizioni di Secrets of the Beehive, l’album di Sylvian del 1987, Forbidden Colours è stata reinterpretata sia da lui stesso che Sakamoto in diverse altre occasioni e versioni, tra queste una versione orchestrale con voce di Sylvian inclusa nell’album di Sakamoto intitolato Cinemage. A proposito di questa eccezionale collaborazione, in occasione di un intervista rilasciata a The Quietus, lo stesso Sylvian ha raccontato: “Credo che dopo lo scioglimento dei Japan non fossi sicuro della direzione in cui muovermi. Per un certo periodo non ho scritto nulla, cosa insolita per me. Poi Ryuichi mi ha dato Forbidden Colours su cui lavorare e mi ha aperto un po’ le porte, e improvvisamente la scrittura ha cominciato a fluire (…). Dal punto di vista sonoro era incredibile. Mi piacevano tutti i suoni che usava. E all’epoca eravamo molto presi dal sound design, tra Yellow Magic Orchestra e quello che stavamo facendo in quel momento della nostra evoluzione. Quindi il sound design era una parte importante per noi, e quello che Ryuichi ha fatto come produttore è stato straordinario con quel particolare brano musicale”.

David Sylvian e Ryuichi Sakamoto in “Furyo”
David Sylvian e Ryuichi Sakamoto in “Furyo”

E a proposito dell’elegante e memorabile linea melodica composta da Sakamoto che contraddistingue magicamente la canzone, Sylvian ha ulteriormente ricordato: “La melodia stessa era eccezionale. In origine – non so se me lo disse dopo o prima che scrivessi il testo del brano – Ryuichi si aspettava che scrivessi una melodia insieme alla sua, che cantassi la melodia che aveva scritto. Ma ho scoperto che questo era impossibile e indesiderabile. Quindi era in contrasto con la melodia. Ho cercato di trovare qualcosa che funzionasse con essa, ma era una contro-melodia che si sposava bene con la melodia originale che aveva composto (…) Ryuichi è molto malleabile in questo senso, molto aperto e flessibile.E credo che questa sia una virtù, ma non è una virtù che ho io”.

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