“Zeta Reticoli”. Il manifesto anti-global dei Meganoidi ispirato al G8 di Genova
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Davide Cantire
- 1 Novembre 2021
Nel 2003 viene dato alle stampe Outside the Loop, Stupendo Sensation, secondo album dei Meganoidi in cui la band genovese prende definitivamente le distanze dal genere ska che ne aveva caratterizzato gli esordi, per uno slancio verso l’alternative rock e il punk. Il titolo è già una dichiarazione d’intenti: il gruppo comincia a sentirsi “fuori dal giro” e anzi chiede scusa al proprio pubblico se in precedenza era finito schiacciato dalla “macchina” discografica finendo in quel sistema che ora pesantemente rigetta.
Tra le ispirazioni principali dell’album ci sono i tragici fatti del G8 di Genova e la morte di Carlo Giuliani che proiettano i Meganoidi verso tematiche esistenziali e filosofiche, ma con uno sguardo sempre attento al fascino per il racconto fantastico. Simbolo del disco è Zeta Reticoli, canzone che negli anni immediatamente successivi è diventata un vero e proprio manifesto della cultura anti-globalista e della sinistra giovanile, con un’eco importante avvenuta all’interno dei centri sociali della nazione. Il testo, composto proprio in seguito ai fatti del G8, è una riflessione sul destino degli attivisti che esaurito lo “slancio” del momento, hanno finito per accettare e conformarsi alle regole ormai consolidate del vivere comune mettendo da parte (o in pausa) gli ideali in cui credevano per il bisogno astratto di benessere.
Il titolo Zeta Reticoli fa riferimento è un sistema stellare binario che nella cultura fantascientifica è spesso indicato come patria degli alieni Grigi: due stelle che viaggiano nello spazio legate l’una all’altra ma che non si uniranno mai. Il testo implicitamente suggerisce quindi l’essere sempre più alieni a questo tipo di società che utilizza l’attacco come miglior prevenzione in nome di una libertà che però si risolve sempre in morte; due visioni del mondo contrapposte che non troveranno mai un punto di contatto. Ma c’è anche un secondo risvolto, molto più romantico: l’incomunicabilità tra due persone un tempo innamorate che nonostante tutti i loro sforzi non torneranno mai a stare insieme.
Spinto dalla rotazione quotidiana su MTV nel 2004, che ha contribuito enormemente al suo successo, il videoclip è uno dei più celebri dei Meganoidi. Diretto da Lorenzo Vignolo e girato nel villaggio di San Salvatore in Sardegna (lo stesso usato da Sergio Leone per alcuni suoi western), il clip vede protagonista il comico Alessandro Bianchi, che arriva in un villaggio deserto e chiede ad alcuni abitanti del luogo notizie su una persona ritratta nella fotografia che porta con sé. La narrazione si conclude con l’uomo che viene condotto in un cimitero, dove trova la persona che stava cercando: se stesso.
Nato da un’idea del chitarrista Mattia Caminotto, il video restituisce appieno il senso del testo del brano, con la sua critica a quell’identità perduta in favore di un’altra più accomodante per la società. Il protagonista è in cerca della versione precedente di se stesso che non riesce più a ricordare, colpevole com’è di averla sacrificata sull’altare del benessere personale.
