Caroline Polachek. “Smoke”, il fumo negli occhi dei nostri sentimenti
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sentireascoltare
- 12 Aprile 2023
Dalla sua Island tra Barcellona e un mondo di fantasie cinematograficamente retrò (il video di Welcome To My Island) al mondo di fantasia tout court. Smoke è l’ultimo singolo di Caroline Polachek estratto dal suo album finora più noto e apprezzato, Desire, I Want to Turn into You. Nelle scenografie del clip c’è ancora l’onnipresente vulcano, anche citato nel testo di una canzone che parla di catarsi e pretendere di non essere attratti da una persona quando invece è ovvio il contrario.
Il pezzo è arrangiato come una produzione pop rock degli anni ’90 a partire da una base breakbeat che ne scandisce il ritmo. E come accadeva in Welcome To My Island l’ex Chairlift ha modo di mostrarsi sensuale e sofisticata all’interno di una produzione volutamente artigianale e naïf, con il fondotinta a mostrare le imperfezioni del viso, ad esempio. Un modo per ribadire che dietro la maschera c’è la persona. E che l’arte è anche finzione.
Del resto, è la stessa cantante ad ammetterlo al Guardian, ci sono dei “diva moments” nel disco, come in questo brano, senza che però vi sia ostentazione né vocale né a livello di arrangiamenti. A presiederli c’è la medesima riflessione del resto: cosa distingue una canzone che deborda in qualcosa di orribile da una davvero bellissima, rassicurante e soulful?
La strofa iniziale del brano ha a che fare con il pretendere che non sia catastrofica una cosa che chiaramente lo è. È un brano catartico. Parla della fase di rifiuto. Il pretendere che una situazione o i nostri sentimenti per qualcuno non ci abbiano sconvolti quando invece è vero il contrario. E poi c’è il ritornello dove tutto esce fuori allo scoperto. Mi sento a casa con Smoke, si lega ai brani di Pang, quelli attraversati dalla perdita di controllo e quelli in cui la musica è guidata da un’anima soul
Caroline Polachek, Apple Music
Su SA la recensione di Desire, I Want to Turn into You è di Elena Raugei.
