Recensioni

Degli Youarehere avevamo già parlato, e bene, nel 2011, anno di uscita del loro primo lavoro in studio, quel As When The Fall Leaves Trees (51beats) che li aveva lanciati nel panorama dell’elettronica italiana, e non solo. Da allora, come si suol dire, di acqua sotto i ponti ne è passata, e la band di Roma, oltre ad essersi trasformata al proprio interno, con Francesco Stefanini che nel 2014 è subentrato alla batteria ad Andrea di Carlo (Claudio del Proposto e Patrizio Piastra rappresentano i restanti due terzi della band nda), a partire dall’EP Primavera si è accasata con la giovane etichetta Bomba Dischi (Boxerin Club, Sadside Project, Adriano Viterbini). Propaganda, secondo capitolo discografico mixato e prodotto da Andrea Suriani (già al lavoro con Drink to Me e M+A), è quindi il frutto di quelli che dall’esterno potrebbero apparire come impercettibili cambiamenti, e di fatto conferma il potenziale creativo e artistico dei tre romani, già ampiamente espresso con i precedenti lavori.
Nel nuovo album gli Youarehere danno quindi prova di aver raggiunto una solida maturità, che permette loro di poter maneggiare con estrema cura e naturalezza frammenti elettronici che potrebbero sfuggire di mano facilmente. Occorre perciò stare attenti a non compiere l’errore di prendere Propaganda troppo alla leggera: dietro a quelle che all’apparenza potrebbero sembrare trame elettroniche piuttosto consuete, si cela, infatti, un dettagliato disco multistrato – ambient, club music e dance, che guardano a Jon Hopkins, Boards of Canada e al Thom Yorke solista, sono solo alcuni dei mattoni che danno forma al suono degli Youarehere – da ascoltare con attenzione dal primo all’ultimo minuto. Melodie dense e riflessive, che fanno leva su riferimenti meta-artistici – si va da quello al movimento futurista in Dynamo, al suprematismo russo di Kazimir Malevic in White on White, fino all’omaggio al regista francese Michel Gondry di Lacuna – e che trovano la loro perfetta sintesi nei cinque minuti di thomyorkeiana memoria dedicati al cosmonauta sovietico Gagarin e nel brano che dà il nome all’album, capace di raccogliere ogni minima particella del suono targato Youarehere.
Propaganda, in estrema sintesi, rappresenta un bella vetta raggiunta dall’elettronica nostrana.
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