Recensioni

Baciati da una invidiabile costanza nella produzione discografica, a dire il vero di livello medio sempre abbastanza alto, i due White Hills Dave W e Ego Sensation tornano con quello che è a tutti gli effetti il primo album del 2013. Non che i due se ne siano stati con le mani in mano, dato che come al solito hanno calcato palchi ad ogni latitudine e buttato fuori qualche CD-R compilativo – la serie regolare Oddity – e qualche collaborazione (gli Earthless, stavolta), finendo pure per l’attirare l’attenzione di personaggi (e situazioni) decisamente inaspettati (il Jarmusch che li infila nel suo ultimo film, nello specifico). Però questo So You Are…So You’ll Be sembra aver assorbito le energie del duo (trio col batterista Nick Name), pronto a rielaborare il proprio sound con una ventata di novità.
Novità in apparenza celata dietro la riproposizione dei soliti cascami space-rock post-Hawkwind travisati sotto le forme ampie ed aleatorie di una psichedelia hard e krauta di matrice cosmica. Anche qui, dunque, fuzz in abbondanza, reiterazioni soniche, cavalcate strumentali incessanti, digressioni minime su un canovaccio che resta sempre di altissimo livello. Ma ci si limitasse a momenti come l’hard-rock da lande siderali di In Your Room o alle spire circolari made in Helios Creed di Forever In Space (Enlightened), saremmo sempre ancorati dalle parti del (miglior) suono White Hills. Quello di Frying On This Rock o Hp-1, per capirsi. Invece qui c’è una certa attenzione per la sperimentazione verso lande synthetiche e sprofondi melmosi di matrice elettronica, pronti a guidare verso lo spazio profondo un suono meno arrembante e sostanzioso ma malatissimo e deviato, oltre che mutante. Si ascoltino gli abbandoni della seconda parte di Rare Upon The Earth, quasi in assenza di gravità, o le devianze droning di The Internal Monologue, per non parlare degli intermezzi brevi che mostrano il lato più weird-electro del duo, come fossero segnali captati dallo spazio più profondo. C’è infatti una sorta di idea di fondo per questo So You Are… che ha a che fare con futuri apocalittici e persistenze di suoni prodotti da gracchianti radio come ultima testimonianza della civiltà umana. Presuntuosetto, ma in linea totale col contenuto del disco.
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