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7.3

Lo sguardo altro di Wes Anderson e il suo punto di vista sulla crescita  e il cambiamento, in questo caso nel racconto delle avventure di due preadolescenti, non si smentisce anche in occasione dell’ultimo film, scritto insieme a Roman Coppola.

Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore narra le toccanti vicende di due giovanissimi, Suzy e Sam (Kara Hayword e Jared Jilman), solitari e incompresi da genitori e coetanei, che si ‘ritrovano’ un’estate scoprendosi simili, si innamorano, si scrivono e pianificano l’estate successiva, mentre Sam (orfano affidato a una famiglia che lo ritiene troppo difficile) è in un campo di scout, un allontanamento alla ricerca della felicità verso una terra in cui essere pienamente se stessi, nello specifico un’isola del New England in cui la famiglia di Suzy sta trascorrendo le vacanze estive. Tutta la comunità li insegue, rendendo evidenti nelle caratterizzazioni (da Bill Murray a Bruce Willis, da Edward Norton a Frances McDormand, da Harvey Keitel a Tilda Swinton) un mondo adulto fatto di tic, manie e follie assortite. Come sempre in Anderson, tutto è grottesco ed esagerato e concorre, in un quadro estetico ormai ampiamente riconoscibile, a formare un ritratto limpido di due solitudini e anime alla ricerca della propria dimensione. Con echi dello sguardo di François Truffaut con i bambini o dell’obliquità di Al Ashby di Harold e Maude.

Quando Suzy e Sam, in dirittura di finale, stanno per arrendersi, anzi lo hanno già fatto, ecco che il mondo dei ‘grandi’ viene finalmente e inaspettatamente in loro aiuto e a patti con loro, nei panni del comandante di polizia Bruce Willis.

Epopea trasfigurata di infanzie passate nei campi estivi scout e di isole mitiche in cui tutto è possibile, Moonrise Kingdom è sonorizzato dalla colonna sonora di Alexandre Desplat e dalla presenza narrativa del compositore Benjamin Britten; non a caso i ragazzi si erano conosciuti l’estate precedente durante una recita scolastica dell’Arca di Noè di Britten, e il tema iniziale e finale della pellicola è rappresentato dalla didattica The Young Person’s Guide to the Orchestra, con la cui presentazione dell’Orchestra Suzy e i fratellini si svegliano. Le Temps De L’Amour di Françoise Hardy è invece la canzone preferita di Sam.

Film delizioso e emozionante, forse un po’ troppo cristallizzato nelle sue geometrie estetiche, mostra ancora una volta il mondo di Anderson alle prese con formazione, crescita, solitudine e diversità. Per questo ci piace molto.

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