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Due voci, due chitarre acustiche e la sensazione di improvvisi vuoti d’aria e repentine risalite scandiscono i tempi di Lost Cause Lover Fool, settimo album in studio per i Milk Carton Kids di Kenneth Pattengale e Joey Ryan.

A distanza di tre anni dal convincente I Only See the Moon, il duo indie-folk losangelino pone l’accento sulle medesime intuizioni ma con una chiave estremamente personale, tanto fuori dal tempo da risuonare ‘classica’. Non è un caso se, spesso, sono stati associati alla ragione sociale Simon & Garfunkel, da cui assorbono quell’aura di intima essenzialità sebbene riletta alla luce di un lavoro che impreziosisce la pratica della ‘sottrazione’.

Il nuovo album dileggia con maestria qualsiasi forma di horror vacui, andando anzi a scavare proprio negli spazi vuoti lasciati dall’intreccio di voci di Pattengale e Ryan, abili nel tenersi in equilibrio sul filo di registri che alternano bassi ed acuti, cuciti su arpeggi notturni di chitarre (Lost Cause Lover Fool), accenti di banjo che profumano di country (Sad Song) ed un’indole squisitamente indie-folk che attraversa – come una vertigine – l’intera prova.

Un’intensità fatta di silenzi, di pause tra accordi, di voci che si avvicendano in un crescendo emotivo che ricorda il fascino del progetto solista a firma Adrianne Lenker (Young Love) e la dote di muoversi tra l’umbratile e il trasognato di un Chris Eckman (Blinded and Smiling) o Robin Pecnkold, elementi utili a sottolineare la bontà di un disco in cui il minimalismo folk diventa sentiero per una narrazione – a cuore aperto – essenzialmente autentica.

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