Recensioni

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Clamorose furono le scritture dello Chauveau del Libro Nero del Capitalismo, originariamente uscito nel 2000 e successivamente riedito, nel 2003, dalla Disques Du Soleil et de l’Acier.

A sei anni di distanza eccoci con l’attesa ristampa firmata Type Records, che siamo certi non mancherà di concedere più visibilità alle tredici tracce del compositore francese.

La fermezza del mirabile post-minimalismo di The Black Book of Capitalism (originariamente intitolato in francese) era venuta un po’ a mancare nelle più recenti parentesi del 2007 (Nuage, Type/Wide 2007), senza comunque perdere identità nelle concessioni soliste al post-rock (S, Type/Wire 2007).

La lunga distanza non ha fatto male alle note di pianoforte di Et peu à peu les flots respiraient comme, alle contemporanee jazz di Hurlements en faveur de Serge T. o alle introspettive fughe in violoncello di Le marin rejeté par la mer. Anche se il passar del tempo non ha sfiorato l’inconfondibile plasticità e la tenuta di scrittura, a tratti pure finisce per decontestualizzarsi, se si considerano i mutevoli seguiti del più recente Chauveau.

Una certezza da riscoprire per chi aveva saputo carpire i segreti di questa gemma nascosta all’epoca del suo comparire e un buon punto di partenza per chi decidesse solo ora di avventurarsi tra i mille sentieri dell’universo sonoro di questo artista.

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