Recensioni

Didymoi Dreams è un recupero caldeggiato, dalla gelida Norvegia, a quasi un anno dall’uscita. Rune Grammofon ci regala la fotografia su CD della performance di Sidsel Endresel e Stian Westerhus al Norway’s Natt Jazz Festival di Bergen, nel 2011, da poco passati anche al Transmission VI a Ravenna.
I due sono noti a chi si interessa di improvvisazione, e punto di riferimento nelle terre nordiche. Sidsel Endresel è la voce – roca, arcaica, fanciullesca, drammatica o autistica a seconda del pattern narrativo del momento; Stian Westerhus è la chitarra, gli effetti, i tocchi elettrici e ambientali.
È impressionante come Sidsel sia in grado di continuare a battere una tradizione di improvvisazione vocale femminile anti-melodica senza farsi schiacciare da nomi più noti – dalla Galas a Lydia Lunch. In Immaculate Heart mima l’urlo strozzato di Blixa Bargeldrinnovandone lo spettro di variazioni, e combinandosi con gli spari in sottofondo predisposti da Westerhus. Altro elemento da sottolineare: la dinamica, pur nella tensione esplicita, tra i due protagonisti del live manifesta un equilibrio raro, la vocalità di Endresel è chiaramente in primo piano, ma si intervalla come se fosse carne che ha come contrappunto un ambiente, senza la soluzione di continuità della pelle.
Il duo riesce nella missione di creare un suono che è al tempo stesso frammento (Barkis Is Willing) e flusso (The Rustle Of A Long Black Skirt), distensione ipnotica (Hedgehumming) e intensità ansiogena (Wayward Ho). Al netto delle polarità opposte, abbiamo un’importante restituzione di un’energia performativa da riuscire a re-intercettare, alla prima occasione.
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