Recensioni
Sonic Youth
The Destroyed Room. B sides and Rarities
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Antonio Pancamo Puglia
- 30 Dicembre 2006

Pochi al mondo possono vantare un catalogo di extra come quello dei Sonic Youth: com’è noto, tra b-sides, compilation, colonne sonore, pubblicazioni esclusive su vinile e rarità assortite – tralasciando i side-project, ovviamente – c’è letteralmente da perdersi, anche per il più accanito dei fan. La raccolta in questione, che prende il nome da un brano apparso sul retro del singolo Sugar Kane (qui non incluso, tanto per confondere ancor più le acque), non si propone però l’ingrato compito di mettere ordine in una babele di tali proporzioni ma, più semplicemente, raccoglie alcune chicche assortite dal 1990 in poi (il periodo Geffen, insomma) più qualche inedita assoluta.
Ad essere prediletta è in particolare la fase che ha visto Jim O’ Rourke tra le fila della band newyorkese, a partire dall’iniziale Fire Engine Dream, un’outtake di Sonic Nurse (di cui sono presenti anche due bonus track dall’edizione giapponese), passando per il glitch di Campfire, fino ad un paio di interessanti estratti dalle Noho Furniture Sessions del 2001; a completare il quadro b-side classiche come Razor Blade (blues acustico della Gordon, dall’ormai lontano 1994) e una versione alternativa – anche più spaziale dell’originale – di The Diamond Sea, la suite che chiudeva Washing Machine.
Solo per fan? Sicuramente, ma va detto che oltre ad essere di qualità più che apprezzabile (su tutte la sognante Blink, dalla soundtrack di Pola X del 1999), queste undici tracce hanno il pregio di fornire anche all’ascoltatore occasionale un ritratto abbastanza fedele dei Sonici “sotterranei”, inusuali rispetto ciò che si sente su album eppure come sempre inconfondibili (si ascoltino le primissime note di Fauxhemians, il migliore dei blind test possibili).
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