Recensioni

Parte con una carica live che ricorda i RATM (True Shed Guitar), poi si incanala su un filone per giovani-che-non-hanno-vissuto-gli-Ottanta, roba per chi non si ricorda chi erano Alice Cooper, gli AC/DC o il buon vecchio Ozzy. Il secondo disco degli Sleigh Bells (dopo il buon esordio con Treats) è un prodottino fatto apposta per sparare in aria strali rock, schitarrate, effettacci, cose che potrebbero emozionare i fan di Karen O o qualche emo (Road to Hell) più smaliziato che si è dato al witch rock. Il tutto è poi attualizzato con le dita medie al Super Bowl di M.I.A, le sfanculate delle nuove leve (Crush) e le inevitabili tonnellate di effetti alla voce che richiamano la mai dimenticata wave shoegazing (vedi il lentone di You Lost Me).
Ancora una volta è il pop che trionfa, e lo fa con una produzione attenta, delle mosse usa e getta da party (Comeback Kid) che richiamano a man bassa il comeback dei Foo Fighters ma anche con lyrics più articolate scritte per la prima volta a quattro mani.
Gli Sleigh come contraltare dei non meno commerciali Kills? Perché no, Derek e Alexis, crescono quel tanto che basta per evitare la caricatura istantanea. Tutto il resto è hype: spottati in streaming sul sito del New York Times, live di presentazione dell'album alla Bowery di New York e disco sull'etichetta di Neon Indian. Il gioco non è ancora finito.
Amazon
