Recensioni

Album come Book Of Souls, ma allargando la questione anche il progetto stesso Secret Chiefs 3, richiedono all’ascoltatore non tanto una partecipazione più o meno attenta alle questioni musicali, quanto una vera e propria fede cieca al limite del fondamentalismo. Innanzitutto perché richiedono attese spesso lunghe tra un passo e l’altro: nel caso specifico, Book Of Souls è il passo due di una trilogia iniziata con Book Of Horizons un buon decennio fa e ha richiesto tutto il decennio per essere elaborato e registrato. Poi perché non di semplice gruppo si tratta, quanto di accolita di illuminati “intrippatisi” lungo una caterva di strade, un delta di rigagnoli che si disperdono tra rock in opposition, avant-jazz, etno&world, psych in ogni salsa, crossover, avant-rock free-form e altro ancora sotto una pletora di formazioni varie e mobili (sette, per l’esattezza: The Electromagnetic Azoth, UR, Ishraqiyun, Traditionalists, Holy Vehm, FORMS e Noddingturd Fan). Infine, perché in questa enciclopedia delle musiche possibili si ha la possibilità di ritrovare di tutto e di più, in un fiume sonoro a tutto tondo creato e suonato con una sapienza e, insieme, un senso dell’(auto)ironia che è discendenza diretta dell’umiltà del suo “deus-ex-machina”. Quel Trey Spruance fondatore, insieme a Mike Patton (che fa una comparsata strepitosa in La Chanson de Jacky) e Trevor Dunn, di quella esperienza follemente avanguardistica e caciarona che furono i Mr. Bungle. Di cui questo collettivo coagulato intorno al polistrumentista di Eureka non è che la naturale evoluzione e prosecuzione.
Mood cartoonesco e capacità tecniche, immaginario fumettistico e apertura mentale, dimensione visiva (più che visionaria) e, dunque, cinematografica e schizofrenia compositiva sono dunque il pane per questa eccellente formazione – in campo Timb Harris (Fred Frith, Alvin Curran, Sunn O)))), Ches Smith (Marc Ribot, Tim Berne), Shahzad Ismaily (Fred Frith, Carla Bozulich, Marc Ribot), Danny Heifetz (Mr.Bungle) and so on – che gioca in un campionato tutto suo. E, ovviamente, lo stravince.
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