Recensioni

Staccare da tutto, prendere solo il disco e premere play senza leggere o sapere nulla. All’attacco si viene catapultati in qualche spazio-luogo del passato, ci si immagina un qualcosa che abbia a che fare con Miles Davis e il suo quintetto che si scaldano per una session o un live. La marea monta, lentamente e inesorabilmente, ma via via invece che aggrumarsi tende a partire per la proverbiale tangente. Un flauto o qualcosa di simile comincia a svarionare mentre il drumming tiene tutto insieme, solido, secco, preciso. Ok, potrebbero essere i Gong, magari più acidi e free, oppure qualche mega-jam piratata di qualche gruppo/comune tedesco dei tempi d’oro, chessò, qualcuno in zona Ash Ra Tempel o magari roba di casa nostra come i Sensations’ Fix.
Ok, basta così. Il gioco è bello se dura poco, ma se dietro la sigla Scosse Elettriche si celano un paio di personaggi appartenenti a due generazioni diverse ma accomunati, come si sarà intuito dalle righe sopra, da una libertà d’azione a 360 gradi e da una capacità di amalgamare esperienze e retroterra diversi come sono quelli di Davide Zolli, già batterista di Squadra Omega, e di Riccardo Sinigaglia, già Futuro Antico e millemila altre collaborazioni, allora il gioco dei rimandi sopra assume un certo senso. Come una specie di “unisci i puntini” della settimana enigmistica, agli indizi sopra se ne potrebbero aggiungere altrettanti in un continuo fluire e fuggire da incasellamenti e categorie. Perché il bello di lavori free-form come questo omonimo (tre tracce per tre quarti d’ora scarsi di musica) è proprio quello di fornire sì, ascisse e ordinate, ma di sparigliarle senza problemi e non fornire mai appigli certi.
Organi, synth, flauti, batteria, elettronica ma anche psichedelia lisergica, jazz-rock, avanguardia, krautrock più o meno kosmische, Canterbury in gradazioni e percentuali varie per un insieme che è puro flusso a cui abbandonarsi; si tratti di momenti più accesi (l’ultima sezione di De noche. El ùltimo vagon està vacio y mi reflejo en la ventana del metro me asusta) oppure più quieti e disgregati (la prima parte della conclusiva Instructiones de uso: qué hacer si te encuentras un tiburòn en la lavadora) opporre resistenza è inutile. Bello, libero, resistente.
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