Recensioni

La proposta del duo electrochitarristico formato da Mike Stroud ed Evan Mast non si smuove dal suono già poco apprezzato qualche tempo fa. Il nuovo disco si propone di nuovo nell’ambito del french slow touch à la Darkel, passando di sguincio i Daft Punk e qualche ricordo lounge d’antan.
Anche se qualche idea buona c’è, sempre restando sul pianeta della musica strumentale, non si va molto più in là di un funkettino con archi e vocoder (Falcon), ricordi delle musiche caraibiche di Monkey Island (Jab), un rocksteady carino (Mi Viejo) e qualche spruzzatina anni 80 (Bird Priest). Dopo un po’ il risultato stanca. Va bene al massimo per qualche ora di chill-out o per commentare i filmini delle vostre vacanze. Ratatat, meglio prendere una pausa di riflessione.
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