Recensioni

6.9

Un nervosismo romantico e cupo attraversa tanto rock indipendente italiano, quella parte almeno che si sbatte strattonata tra la disillusione totale indotta dai fatidici (cazzo di) anni zero e quel po' di vena melodico/letteraria rimasta in piedi dopo le buriane wave. Il caso dei Public è da individuarsi in quest'ultima casistica, il verbo discendente con chiarezza dalle scorribande poetiche di Paolo Benvegnù con qualche particella residua Marlene Kuntz ed altre interferenze di varia natura, dall'alternativo post-contemporaneo Radiohead ad una sanguigna inquietudine cantautorale di stampo Folkstudio.

Il climax della loro opera seconda Oracolo si compie giusto nel cuore del programma, tra la infervorata title track e la lirica Il lato magico della strada, passando da quella Massacrarsi fino a perdere i sensi che rimanda a certi sconcertanti languori Federico Fiumani. Disco ben suonato e prodotto con l'ingegno del caso da Fabio De Min (Non Voglio Che Clara). L'ennesimo tassello d'un mosaico – il rock in italiano – che prima o poi, chissà, vedremo nella sua splendida interezza.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette