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7.1

Uscito a febbraio per le italiane Alienated Records e Fonetica Meccanica – la seconda già produttrice degli ultimi lavori a nome Psycho Kinder partendo dal primo full-length Il Tramonto Dell’Evidente – il secondo lavoro lungo del progetto del marchigiano Alessandro Camilletti porta questa creatura fatta di affilati ed incisivi spoken word e minimalismi electro-wave a nuovi livelli espressivi, grazie soprattutto alla presenza al suo interno di diversi collaboratori che si sono occupati di donare la giusta atmosfera sonora alle parole di Alessandro. Come sempre affiancato dagli storici membri fondatori Michele Caserta e Giorgio Mozzicafreddo – il primo occupatosi stavolta solo del missaggio e degli arrangiamenti di due pezzi, uno dei quali assieme al secondo – nonché da un’altra solida presenza nella persona di Marco “El Topo” Luchetti, da sempre l’illustratore ufficiale di ogni lavoro di Psycho Kinder (dal tratto essenziale e diretto come la musica che quest’ultimo porta con sé), Camilletti attira alla sua corte una compagine underground italica e non, componendo un mosaico variegato ed efficace che fa delle atmosfere rigorosamente elettroniche, ben amalgamate con le parole sempre ardenti della voce narrante, un veicolo ancor più forte ed efficace rispetto alle scarne, seppur appropriate, striature wave e post-rock dei precedenti lavori.

Così ritroviamo artisti come Ali Salvioni (Settore Giada) – collaboratore oramai collaudato ed apprezzato nei due lavori che precedono questa nuova uscita – impegnato nel musicare un trittico di pezzi che spaziano dalle secche e serrate ritmiche dal sapore synth-pop della intro Stato Di Violenza (manifesto eversivo che mostra, assieme a campionamenti della voce di Martin Heidegger, una difficile quanto indomabile voglia di rivolta contro lo stato delle cose attuali), la successiva e “kraftwerkiana” Oltre Il Tempo (dalle tematiche nichiliste tanto care a Camilletti) e With Usura, messa in musica del Canto XLV letto dallo stesso Ezra Pound in una sua registrazione originale del 1958, tra gocce di piano e ritmiche trip-hop/dark-electro. La già citata accoppiata Mozzicafreddo-Caserta propone invece un’inaspettata quanto apprezzabile atmosfera 8bit tesa e minacciosa nell’intermezzo di sola musica Psycho Kinder, mentre il solo Caserta ritorna più avanti in veste solista con i vortici electro-wave di Viaggio Allucinato. I tasselli più preziosi restano, a giudizio di chi scrive, il remix di Miro Snejdr (Death In June; Herr Lounge Corps) di uno dei pezzi-manifesto della musica di Camilletti, Vivo e Invisibile, apologia anti-sociale e anti-conformista di rara bellezza espressiva che trova nella struggente ambientronica pianistica di Miro ulteriore linfa vitale per erogare il suo messaggio controcorrente, e la post-elettronica impreziosita da un Camilletti mai così ispirato di Inviolabili e Sacri, collaborazione con Giovanni “Leo” Leonardi che torna anche in seguito con un remix che mescola ambient e fieri marzialismi tribali in salsa electro de Il Tramonto Dell’Evidente in veste di Carnera.

A concludere un album lineare ma multisfaccettato, abbraccio collettivo di amici riunitisi sotto l’egida del verbo di Camilletti per donare ai suoi monologhi una degna ed ispirata colonna sonora, pensano i soffi e le sospensioni dark ambient di Ludovico Padovan (Wanda Wulz), onirica ed appropriata chiosa di un lavoro cardine nella carriera di Psycho Kinder, segno di un progetto vitale, che coinvolge ed affascina, emblematico tributo da parte di emblematici protagonisti della contemporaneità di nicchia, “sradicati dall’essente, ma pur sempre in esso, inviolabili e sacri”, come dice il Nostro.

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