Recensioni

6.5

Con quell’avvio in punta di piedi così evocativo (Darkest Dreaming di David Sylvian?) sarebbe una scortesia, ancorché un errore, non spendersi per l’esordio dei britannici PicaPica. Il nucleo fondante della band nasce dalla deliziosa coppia londinese formata da Josienne Clarke e Samantha Whates, alla quale si uniscono Adam Beattie “Scotland’s king of soft-spoken chanson” alla chitarra e Sonny Johns al basso, oltre che al lavoro di produzione.

I gustosi intrecci vocali sono il tratto distintivo di Together & Apart, album che fa del soft-touch in chiave indie-folk il proprio campo d’azione e del dualismo il cardine della propria poetica. È la stessa band a dirci come «health and heartache, spring and shade, love and loss and life» siano facce della stessa medaglia, tanto diverse quanto necessarie a comporre un puzzle il più possibile completo.

Lavorando per unire idealmente forme e colori apparentemente contrastanti si può raggiungere l’equilibrio che i PicaPica riescono a trasmettere in ogni traccia. I riferimenti, oltre a una certa attitudine verso il sunshine pop (si pensi ai The Mamas And The Papas su Day to Day Parade) e gli anni Sessanta  del surf, provengono dalle migliori voci e idee in fatto di indie e folktronica: Waxahatchee (Sucker Punch, Teeth and Chin), Sasami (On the Wing), Bat for Lashes, Let’s Eat Grandma, Tunng. Ma chi, come i PicaPica, fa art-rock per vocazione sfugge alle catalogazioni e lascia all’ascolto la maggior parte delle considerazioni. Il consglio è quindi quello di perdersi nei meandri di Together & Apart, album suggestivo ed ottima opera prima.

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