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7.5

Jeff Mangum, il fantasma dell’indie rock. Sono ormai dieci gli anni passati nell’attesa, prima o poi, di un terzo disco dei Neutral Milk Hotel e lui, il demiurgo, tace e resta nell’ombra. Ogni tanto uno show a sorpresa, un rumour sul web, ma niente di concreto. Nel frattempo, l’eredità di quella manciata di canzoni rilasciate dalla cricca Elephant 6  – fiore all’occhiello della Athens dei ’90 – si è spalmata su decine e decine di giovani colleghi, arrivando in luoghi che non ti saresti mai aspettato (come la Glasgow dei Franz Ferdinand, fan dichiarati e ossequianti). Con Apples in Stereo ancora in pervicace attività e gli Of Montreal in gran tiro – tacendo degli A Hawk And A Hacksaw dell’ex-sodale Jeremy Barnes –, è proprio della creatura di Mangum che si continua a sentire la mancanza. Beh, ci sono sempre le ristampe: un paio d’anni fa quella di In The Aeroplane Over The Sea, adesso On Avery Island, esordio spesso trascurato dai più, ma non per questo da liquidare senza almeno essersi passati una mano sulla coscienza.

Va bene, non ci sono ancora gli inni folk acustici e disperati e le fanfare gloriose e straccione che hanno fatto la fortuna del suo successore – d’altronde, nemmeno la formazione è la stessa: qui troviamo Lisa Janssen, Rick Benjamin e Robert Schneider degli Apples. Ci sono le ballate folky, verbose, rivelatrici, visionarie – e sì – mistiche di Mangum, ma (tra)sfigurate e incastrate fra gli ingranaggi di distorsioni e loop rudimentali, in un omaggio continuo a Velvet Underground e primi Pavement (Gardened, Someone Is Waiting), fra tentazioni kraut e psichedelia d’annata (la Faust-iana Marching Theme, quella You’ve Passed su cui aleggia lo spettro di Tomorrow Never Knows e i 13 minuti finali di Pree Sisters). C’è poi un tentativo di quadretto malinconico per organetto e tromba (Avery Island), c’è un tributo a miti dell’epoca come Cobain e i concittadini R.E.M. più ombrosi (April 8th), c’è la perla romantica del caso (Naomi) e c’è qualcosa su cui uno come Elvis Perkins ha costruito metà del suo repertorio (la funebre Three Peaches). In questa reissue c’è anche il primo singolo dei Neutral Milk Hotel, Everything Is / Snow Song pt. 1., due tracce che condensano quella che si chiama etica fondante (di una band, di un genere, di un modo di concepire la musica). Serve altro?

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