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A distanza di sei mesi dalla sua ultima prova in studio, Phil Elverum – a.k.a. Mount Eerie – torna con un album dal vivo che raccoglie il meglio della produzione contenuta nei suoi ultimi due dischi, vale a dire Now Only, dato alle stampe quest’anno, e il precedente A Crow Looked At Me (2017), entrambi incentrati sulla recente scomparsa della moglie Geneviève.

La performance risale all’esibizione dell’artista all’ultima edizione del festival olandese Le Guess Who?, tenutasi a novembre 2017, quando Now Only – presente con 4 brani (su 11) in tracklist – era ancora in cantiere. Location, la chiesa protestante di Jacobikerk, a Utrecht, il cui interno è raffigurato in copertina in uno scatto che riprende un momento del concerto. «Avrebbe portato qualcosa di nuovo ascoltare queste canzoni in queste versioni? – si è chiesto il cantautore USA – la mia speranza è “sì”. Puoi sentire il respiro nella sala. Puoi sentire allo stesso tempo la loro intimità e la loro immensità… …Questa è la registrazione di queste canzoni ultra-intime che vivono nella realtà in mezzo alla gente, e la gente che ascolta con gli occhi sbarrati accettando il silenzio e applaudendo».

Il silenzio, appunto, componente tutt’altro che residuale, ma quasi elevato a parte degli arrangiamenti in questo toccante documento live. Uno sfondo su cui si stagliano le meravigliose versioni di brani come Seaweed, Ravens, When I Take Out the Garbage At Night, Tintin In Tibet, Distorsion. E il pubblico, anche lui protagonista attivo, che assiste in religioso – ehm – silenzio, partecipando al dolore dell’artista in una veglia collettiva scandita dalle parole sussurrate da un Elverum che mette a nudo i suoi demoni. «Death is real / Someone’s there and then they’re not / And it’s not for singing about / It’s not for making into art», canta il Nostro in Real Death. La vita è arte, ma mai l’arte è stata così vita.

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