Recensioni

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Il formato dello split album quando, oltre a rappresentare un’esigenza “economica” da parte dell’etichetta (presentare due gruppi in un solo cd), si presenta come terreno d’incontro-confronto tra due stili affini o diversissimi fra loro, diventa un’operazione comparativa di grande interesse.

In questo caso sono messe l’una di fronte all’altra due realtà con un passato diverso, ma un’affinità comune legata alla sperimentazione. I Growing, formazione sfortunatamente ancora poco nota proveniente da Olympia, compaiono in questo split con i diciotto minuti di Firmament, una composizione costruita interamente su drone e tappeti sonori che disegnano un quadro monocromo decorato con piccoli schizzetti di diversi colori. Musicalmente parlando, l’ambient incontra i cosmic couriers estremizzandone il lato più calmo e minimalista.

Quasi all’opposto 10 24 02 di Mark Evan Burden, polistrumentista americano, ex organista dei Get Hustle. Molto più vicino alle avanguardie, Burden mette in campo un pianismo a metà tra la percussività minimalista di certo Steve Reich e la rilassata semplicità di alcuni passaggi di Michael Nyman, filtrato da elaborazioni elettroniche che amplificano, distorcono, fino a trasformarlo, il suono dello strumento acustico.

Ancora una buona uscita per la Xeng, che se continua di questo passo si candida a diventare una delle più interessanti realtà nel campo delle etichette indipendenti italiane.

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