Recensioni

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Un papocchio non da poco; When The Going Gets Tough, The
Tough Gets Krazee
è la saga delle banalità:
a tratti ricorda un incrocio improbabile fra Kid Creole & The
Coconuts
(il tropicalismo-terzomondismo di Coati Mundi), Oingo
Boingo
(lo scarto free divertito) e Bonedaddys (l’esotismo
fanfarone ma competente) come se cantato, coralmente, dai Clash di Sandinista (1980).

Si attendevano quindi, dopo il mini del passato anno (Me
And Giuliani
…), gli !!!, per verificare se avessero
i numeri atti a far sul serio o fossero, ahinoi, un semplice bluff.
E se bluff non è, ci manca poco. La loro rilettura della
primissima disco music, filtrata attraverso le sensibilità devianti
dei gruppi targati nei primi ’80, è competente
ma forse troppo caciarona e confusionaria nel fondere le fonti; Dear
Can
, ad esempio, ricalca a tratti addirittura certe scansioni
dure stile Gils Against Boys per poi affossarsi,
tristemente e senza spunti apprezzabili, in una forra d’hardcore
danzabile fatta di poco e con poco (quattro rasoiate di synth,
voci incazzate e basso tallonante).

Di cose così, onestamente, se ne son udite in giro non poche,
in questi magri anni, e magari neanche tanto migliori (vedi ultimo
disco delle Erase Errata, altra promessa poco mantenuta). Di questa
dance “friabile” quindi, non rimane che l’alone di
cioè che fece grande la techno music (i Model 500,
anno 1985, di No Ufo’s avevano, insomma, già inventato
tutto questo, nel caso dei !!!, vano dire).

A voler essere clementi, si può considerare e godere Louden
Up Now
per l’arte delle variazioni che di quello
storico brano dei Model 500 riesce a dare. Una volta ne ricopre
le scansioni ritmiche con la patina del funky psycho-agitato dei
primi Talking Heads (Pardon My Freedom),
altre volte tinge gli stessi Talking Heads (altezza I
Zimbra
) della stessa forza espressiva, privata del
nerbo battagliero, del Pop Group che fu (sempre
però ibridando il tutto con i soli ti, ricorrenti, esotismi
d’accatto, quali le percussioni sudamericane).

Appena meglio suonano tracce quali The King’s Weed o Scheissemerde (o
la la…che finezza di titolo) dove, decisamente più nella
prima delle due, la ritmica non si adagia senza scopi in solite banalità da
ballabile chic-alternativo. Disco velleitario di un gruppo velleitario
(e moltooooo sopravvalutato), Louden Up Now è la
brutta copia di quanti dischi uscirono, quelli sì inventivi
e alternativi alla disco dance più commercil-commerciabile del
tempo, fra la fine dei ’70 e gli inizi ’80 a NY (Liquid
Liquid
, ESG, Konk, Kid
Creole
e compagnia adorabile e colorata). Per una volta almeno, è d’obbligo
andarseli a riascoltare, magari dopo essersi misurati con codesto pastrocchio
dei !!!….la differenza qualitativa balzerà immediatamente
alle vostre orecchie più o meno allenate.

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