Recensioni

6.8

I Look Mexico sono sempre stati al margine di una certa idea di indie. Il loro percorso, prima di Uniola, li ha visti alle prese con una manciata di EP e due LP che contengono tante buone intenzioni, forse non ancora realizzate al meglio. Sicuramente la stoffa c’è, l’abilità nel sintetizzare il math con un il pop e scorrazzate rock che alle volte ricordano i Cloud Nothings non è roba per tutti. Il loro nuovo disco però è una sorta di compendio di quanto fatto finora rinfrancato da una sicurezza che prima latitava.

Lo si percepisce sin dall’inizio, sul bordo di rullante di Ride Or Die, Remember?, brano che si evolve poi in un crescendo di chitarre math, sfumature dream-pop e un ritornello accattivante. La consapevolezza dei Look Mexico la si percepisce anche nei testi profondi e incentrati sul quotidiano, sui rapporti interpersonali e su come cambi fare rock n’ roll dopo i trent’anni. Per fortuna, quest’ultimo quesito non si riflette sulla musica di Uniola, fresca e perfettamente amalgamata sia nei rimandi casuali ma evidenti ai Boston in Well, Kansas Ain’t What I Used To Be, che nell’oscura e delicata I Even Got This Scar To Match. I toni si abbassano nell’eterea Ok, Ok I’ll Turn Down The Music, a testimoniare una dinamica generale in discesa che vede la prima parte della tracklist più ruvida e movimentata, contrapposta ad una seconda parte più riflessiva. A fare da perno a questa suddivisione We Are Groot, un piccolo capolavoro conciso e penetrante.

Uniola è sicuramente il disco più maturo e incisivo dei Look Mexico. Un concentrato di rock geometrico che lotta con melodie liquide e gli spettri del tempo che inesorabilmente passa e lascia il segno. Fortunatamente, ci sono modi per evadere da questa condanna, e la band di Tallahassee ne ha certamente trovato uno.

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