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6.5

Cantautorato pop delicato, quello di Jocelyn Pulsar, pseudonimo dietro il quale si cela il forlivese Francesco Pizzinelli, approdato con questo EP alla Fosbury, forse la label nazionale più conforme al suo stile naif. Giunto alla quinta fatica, con Sperando di aver fatto cosa gradita Jocelyn inanella quattro brani che rappresentano la summa di quanto scritto in quasi un decennio di attività: trame elettroacustiche che sostengono narrazioni mai banali, forse perché ravvivate da un sano gusto per l’uso delle parole e il calembour. Una sorta di Dente, ma un pelo più ruspante. Storie semplici, dunque, come l’amore non corrisposto di Io ti amo tu invece no, valzer con in primo piano il clarinetto del settantenne Rossano Gentili – della banda del paese di Bagno di Romagna – nonché inevitabile omaggio alla tradizione musicale della terra di Pizzinelli.

Ed è forse proprio questo lo scopo dell’EP (che anticipa il nuovo disco in uscita): quello, cioè, di coniugare cantautorato moderno e tradizione. Gli altri tre titoli non si discostano dalla formula, prediligendo una forma canzone diretta, a volte persino ingenua, come nel caso della conclusiva Spesa, agrodolce cronaca di un gesto talmente quotidiano che solo nelle mani di un vero songwriter può decollare diversi metri sopra la coltre delle banalità tipiche della canzonetta in airplay. Naturalmente lo stile di Jocelyn non è per tutti, e anzi, se avete poco interesse per la musica leggera in senso lato, le sue canzoni potrebbero provocarvi l’orticaria. Ad ogni modo, nell’ambito “canzone”, non è facile costruire storie così convincenti, che nei momenti più alti sembrano cesellate con sapienza artigiana. Canzoni di una semplicità disarmante, dunque, che narrano di vicende e persone comuni, con un tocco che comune non lo è affatto.

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