Recensioni
Ravenna Festival - Pavaglione di Lugo (RA)
Jeff Mills (feat. Jean Phi Dary & Rasheeda Ali)
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Elia Galli
- 28 Giugno 2026

Tomorrow Comes The Harvest, nella sua dimensione dal vivo, è raffinata improvvisazione techno-jazz, risposta vitale e imprevedibile a certe normalizzazioni e maniere pre-impostate, tipiche di certe derive del genere. L’idea di fondo è una jam-session senza soluzione di continuità, e soprattutto senza una scaletta precisa, che quindi può (e deve) seguire e adattarsi agli umori di chi ascolta.
Principio, forma e sostanza che Jeff Mills porta dal vivo a Lugo (Ravenna) il 26 Giugno 2026, nella suggestiva cornice del Pavaglione, imponente quadriportico del XVIII secolo, nell’ambito del Ravenna Festival.
Il progetto Tomorrow Comes The Harvest nasce nel 2016 quando Mills, nome tutelare della techno, e la leggenda afro-beat Tony Allen iniziano a frequentarsi; continua con l’album eponimo del 2018 su Decca Recordings (recensito su SentireAscoltare da Luigi Lupo), e prosegue dopo la scomparsa di Allen nel 2020 con Philippe Dary, tastierista e produttore di origini guyanesi, che già collaborava con Mills e Allen, e che oggi continua ad accompagnare The Wizard negli spettacoli dal vivo. Assieme ai Nostri, in questo live, anche la flautista Rasheeda Ali, già entrata in contatto con il duo con l’EP The Happening (2025, Axis).
Mills è maestro di ritmica alla drum machine e alle percussioni (che cerca di usare appena ha le mani libere), in controluce ieratico tra sintetizzatori ed effetti, registrati sul momento e mandati in loop. Dary, in un certo senso spina dorsale di questo live, in sintonia con Mills, disegna temi minimali – piano, organo, occasionalmente suoni più sintetici – e all’occorrenza ouverture e assoli articolati. Allo stesso modo Ali, motivi di flauto prima centellinati, poi più sciolti ed elaborati, che diventano riff portanti.
Tutto questo, come dice Mills, senza sapere preventivamente dove si va, seguendo l’istinto e il feedback del pubblico. “We have no plan. We have no idea. If you hear something that makes you feel good, let us know, and that’s going to affect what we do“, dice, dopo una mezz’ora buona di musica.
E certamente il pubblico è preso bene, non solo per l’ora e mezza di techno variamente declinata, soprattutto jazz ma anche con punte exotica e world music, ma anche per l’encore, con Mills che entra da solo in scena per far partire un four-on-the-floor che fa presagire un finale techno-techno, seguito solo dopo qualche minuto da Dary e Ali. Finale techno-techno che in effetti si materializza, venti minuti a chiudere con cose più ruvide, da pista, incluse svisate ed arpeggi acid, con il pubblico ai piedi del palco quasi a implorare un secondo encore…
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