Recensioni

6.2

Non più di due anni fa, su queste stesse pagine, avevamo lasciato i milanesi Il Fieno con la promessa che avremmo tratto conclusioni sul loro percorso artistico solo il giorno del loro debutto su lunga distanza. Quel giorno sembra essere arrivato, e con questo primo full-length (autoprodotto) dal titolo I vivi, Gabriele, Gianluca, Alessandro e Paolo arrivano a bussare alle porte del mondo indie nostrano.

La miscela che dà forma e sostanza a queste otto tracce, prodotte da Paolo Perego presso gli studi meneghini di CasaMedusa, è quella a cui i Nostri ci avevano abituato nelle precedenti sortite: si passa quindi in rapida successione dalle rotonde chitarre a-la Strokes dell’apripista Poveri Stronzi (in cui viene passata al setaccio l’amarezza di un’intera generazione) e Oslo, a ballate tossiche e sature (Immagina Berlino, Il Ragazzo che Cadde sulla Terra) che fanno da interludi per sferzate elettriche dal retrogusto new-wave della fin troppo baustelleiana Fino al Conseguimento della Maggiore Età e di Maelstrom.

Il risultato è un album che, se è vero che da un punto di vista prettamente musicale riesce a farsi apprezzare per la minuziosa cura degli arrangiamenti e per l’energia che riesce ad emanare, allo stesso tempo mostra qualche debolezza nella scrittura, dominata da cliché sonori un po’ stantii.

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