Recensioni

Due anni dopo una prima stagione fresca ed entusiasmante, Upload torna con una seconda mandata di episodi (ridotti in maniera assassina, complice la pandemia, a soli sette) che non mantiene lo stesso piglio e l’equilibrio che la precedente era riuscita a costruire bene nella sua progressione. L’intento di Greg Daniels e soci in questa Stagione 2 sarebbe quello di alzare il livello di ambizione, ma al termine degli episodi la sensazione dello spettatore è più quella che gli autori non siano perfettamente consapevoli degli ingredienti che avevano reso riconoscibile Upload.

Questa creatura a metà strada tra una comedy tradizionale e un mystery fantascientifico, che ne è di fatto l’impalcatura principale, reggeva grazie a un sottilissimo equilibrio stilistico e narrativo che questa seconda stagione non è stata in grado di replicare. Un po’ per colpa di una trama eccessivamente ambiziosa che non riesce a mantenere le promesse: la sottotrama riguardante il movimento anti-tecnologia ricorda molti moti insurrezionali degli ultimi anni del nostro tempo ma la critica non riesce ad essere abbastanza feroce né ricca di spunti di conversazione; al contrario, il risultato è decisamente sterile e per di più puzza anche un po’ di ipocrisia dato che alle spalle del progetto c’è Amazon (siamo lontanissimi, ad esempio, dalle pernacchie che I Simpson facevano al loro network, la Fox). La trama orizzontale perde veramente troppo tempo a ricostruire il rapporto sentimentale tra Nathan e Nora – che avevamo sì lasciato spezzato, ma non in maniera così netta – rimandando con pochissimo altro tempo a disposizione per approfondire il resto (dalle storyline dei comprimari, passando per la componente più thriller).

Ovviamente non mancano intuizioni degne di nota (ancora figlie dell’eredità di Black Mirror), si pensi all’arco narrativo/emotivo di Ingrid, fattasi “uplodare” a Lake View per stare accanto al suo Nathan, e che arriverà a provare l’esperienza della maternità in un solo giorno. Per il resto, questa seconda parte di Upload ha troppo il sapore di una stagione di passaggio per rimanere impressa come lo faceva la precedente, risultando così meno accattivante e meno fresca, e risolvendosi troppo frettolosamente sul finale (ovviamente monco).

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