Recensioni

L’unica cosa che dispiace è che quasi tutti, fra tg, quotidiani e riviste patinate che in questi giorni stanno dedicando inchiostro ai Giuda, lo facciano incuriositi dal legame con il calcio, che pure c’è e costituisce uno degli elementi fondanti del loro suggestivo immaginario, ma che non dovrebbe prevalere sulla qualità della musica. Calcio e musica: una follia tutta britannica che noi Italiani, portati piuttosto a buttarla in politica, non capiremo mai. Eppure i cori delle curve e quelli del lad rock, fanno parte della solita festa, e quella di Let’s Do It Again è la più grande festa rock’n’roll che si sia celebrata nel nostro stivale. Una cosa che, per tutti quelli che hanno sempre patito la seriosità del rock italico o la sfigatissima ironia autoreferenziale dell’indie nostrano, è davvero una boccata d’aria fresca.
E allora ben vengano i gargantueschi cori alla Slade di Yellow Dash e lo sculettamento bolaniano di Hold Me Tight. Ben vengano i riferimenti ad un’epoca e a band per cui il rock’n’roll era la cosa più importante e meno seria del mondo. Soprattutto ben venga questa solidissima raccolta di brani chiassosi e adrenalinici, che supera persino il fantastico esordio.
Perché è vero che i Giuda hanno azzeccato la formula e hanno affinato la mimesi con le band glam e power pop dei 70s (gente come Jet, Hector, Jook e altri nomi che non troverete in nessuna guida ufficiale del pop), ma è anche vero che il tutto si risolverebbe in una baracconata se non ci fosse la giusta convinzione e una prepotente predisposizione all’anthem, quello che ti fa cantare a squarciagola e ti fa camminare a un metro da terra. Non tutti ne sono capaci. Let’s Do It Again, ne è pieno. A partire da quell’efficacissima scheggia proto punk di Wild Tiger Woman, per continuare con la galoppata boogie di Rave On, fino a quella Get On The Line giocata tutta di pancia su un riff fenomenale.
Appena dieci brani, che meriterebbero una citazione a parte per come vellicano i nostri istinti più puerili e la nostra voglia di lasciarci intrattenere. I Giuda lo hanno fatto ancora e mai come in questo caso il loro è un bel gioco che si vorrebbe durasse per sempre.
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