Recensioni

6.8

L’elettro pop, gli eighties, i Ray-Ban colorati, il sorriso stampigliato in faccia, le architetture di Helsinki e quelli che sono di Barcellona e non lo sono. Facce e sound di un oggi disimpegnato e gioioso che comincia a macinare numeri importanti. Portando in giro il loro album precedente How To Make Friends, gli FM Belfast si sono fatti ben cinquanta festival nel 2010 e, in pratica, e sono stati tra gli act più bookati di quell’anno assieme agli XX.

Il nuovo Don’t Want To Sleep, che converte gli espedienti disco music e le cover karaokiste di quel lavoro in un approccio più autorialmente pop, è la riprova di una gavetta  che ha dato i suoi frutti. Non sono più la band della cover di Pump Up The Volume e dei facili ritornelli di Par Avion, ma una formazione che gioca le proprie carte melodiche di petto lasciando che i vintagismi puntellino invece di rubare la scena. In Line è l’unico episodio davvero noioso, il resto, a partire dalle digressioni Derrik May di Stripes, i momenti più pacati al piano di American e Mondays, i bei fiati che sanno di Islanda di We Fall e l’intimismo indie-pop di Believe, puro intrattenimento.

La piccola hit per I Dont Want To Go To Sleep Either, unico episodio studiato per il singalong, il resto è il piacere d’ascoltare l’urgenza e la genuinità di un gruppo di persone che non usa sempre e solo i soliti mezzucci per arrivare al risultato. Di più, troviamo maturata sia la dialettica sia la fantasia melodica di Árni Rúnar Hlöðversson e Lóa Hlín Hjálmtýsdóttir, cuore ancor oggi di un collettivo variabile di amici per i quali il divertimento sta diventano anche una cosa seria.

Se non ne avete già abbastanza di queste sonorità, portateveli in vacanza.

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