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6.9

La più recente release della Tri Angle, l’etichetta newyorkese fondata nel 2010 dal giovane transfuga britannico Robin Carolan sotto l’ala protettiva della Kompakt, aggiunge una nuova ala al castello elettronico della label, finora costruito con materiali disparati (dalla witch-post-witch di oOoOO, Balam Acab o How To Dress Well agli esperimenti dubdrone di Vessel o Forest Swords, in attesa del primo album dell’era “dopo Yeezus” di Evian Christ, in uscita nel marzo 2014), ma dove la melodia, in un modo o nell’altro, ha fatto sempre capolino. In Preparations, EP che segna l’esordio con Tri Angle del neozelandese FIS, si trovano solo labili tracce di melodia, memorie spazzate via da un impianto sonoro potente e astratto.

Negli ultimi mesi del 2013, FIS (vero nome Oliver Peryman) ha inanellato una serie di uscite con le quali ha abbandonato i primi sentieri battuti sul versante industrial della drum & bass e si è avventurato fuori pista. A settembre è uscito per Void Coms (label neozelandese con all’attivo una sola produzione, questa) l’EP Homologous, e il titolo non è un caso: compatto, coerente, permeato da una primordiale percussività noise. Per il podcast di novembre di Resident Advisor (RA.388), l’artista di Wellington fonde pezzi editi e inediti in un flusso di in-coscienza illuminante sulle potenzialità del musicista. E con la pubblicazione di Preparations per Tri Angle, FIS si dimostra pronto per il salto di qualità mediatica.

Tra le proposte della label di Carolan, ciò che si avvicina maggiormente al mondo di FIS è l’altromondo torturato di The Haxan Cloak, ma nella produzione del neozelandese non si trovano, se non solo superficialmente, le derive da soundtrack goth in cui rischia di scivolare l’autore del pur pregevole Excavation. Il lugubre suono che apre Magister Nunns (subito accerchiato da suoni industriali e percussioni svincolate da qualsiasi griglia di quantizzazione), non è preso da una library per epigoni di Roger Corman, ma è in realtà un omaggio dichiarato alle tradizioni aborigene e al lavoro di Richard Nunns, un’autorità nell’ambito degli strumenti musicali della cultura maori. In DMT Usher (un rimando a Poe?), che delle quattro tracce dell’EP è quella più vicina al mondo d’n’b di provenienza e che era già uscita nel 2012 per la label specializzata Samurai Horo, FIS scandaglia lo spettro sonoro con pad profondi, fruscii laterali e frequenze d’oltretomba. Nell’ipnotica e tribale Mildew Swoosh i BPM sembrano partire in doppia cifra, ma presto raddoppiano in una folle cavalcata industrial. I riverberi infiniti e le bordate ipersature di CE Visions mirano direttamente al corpo. Ma i 19 minuti a disposizione nell’EP finiscono in fretta.

Preparations anche nel nome prospetta un progetto più completo: già si preannuncia per il 2014 un album, sempre per Tri Angle, nel quale potersi esprimere più compiutamente. Uno degli acronimi inversi che Oliver Peryman utilizza per descrivere il suo atteggiamento verso la musica è Forever In Search (si chiama così anche il suo account Twitter): la ricerca continua. Da FIS ci attendiamo grandi cose.

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