Recensioni

6.8

Neanche il tempo di mettere la parola fine all’esperienza Gowns col lungo, straziante brano dwld-only Stand & Encounter, che Erika Anderson, metà cuore del progetto condiviso con Ezra Buchla, si ripresenta. La spilungona azzera il passato e crea dal nulla EMA, moniker/acronimo che la aiuta a esorcizzare il trauma post-Gowns, presentandosi al mondo con una breve tape rilasciata sulla label dell’ex Raccoo-oo-oon Shawn Reed.

Little Sketches On Tape è il titolo emblematico per una serie di piccoli bozzetti notturni, dark e introspettivi, inconclusi e struggenti per solo voce, piano e chitarra. Il tutto condito da tape collage e rumori sparsi che risuonano di un feeling intimista, privato e sofferto: segno di una sensibilità – e di una voce, c’è da dirlo – fuori dal comune, capace di agire a 360° tra cantautorato off, weird music e impro di classe. Le brevi composizioni dell’album sono state inoltre messe a disposizione di artisti, dilettanti e meno, invitati a tratteggiare immagini partendo dalle suggestioni scaturite dall’ascolto della mezzora scarsa del disco. L’ennesima dimostrazione del cortocircuito tra arte e musica che sembra segnare questi anni ’00 e un buon surrogato per difendersi dalla nostalgia per la dipartita dei Gowns.

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