Recensioni

5.7

Il piano dell’iniziale I Will Not Forget That I Have Forgotten allude certamente ai primi dischi di Matthew Cooper. Quel lento e mesto costruirsi di uno spleen romantico, emotivo, languido, che tanto deve a Satie, a Chopin, al romanticismo classico e al minimalismo accademico. A seguire tre brani più riconducibili al disco dell’anno scorso. Textures ghiacciate che flirtano soprattutto con la scuola islandese di Stafrænn Hákon e Sigur Ròs. C’è davvero poco di originale in tutto questo e l’ep scorre rapido senza lasciare nulla e senza aggiungere nulla. Il problema è che certi melismi sinfonici, certe note di piano lasciate a riverberare su un tappeto di glitch o di droni, o ancora l’uso delle note sostenute e la tendenza a dipingere struggimenti occidentali su tappeti sonori stratificati, sono cose che abbiamo sentito tante di quelle volte che ormai ci vuole un minimo di creatività e malizia in più per muoversi tra questi lidi.  

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette