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Sugar Now è l’album d’esordio della band indie-pop dal gusto esotico Cristobal And The Sea, in uscita il 2 ottobre 2015 per City Slang e che vede Rusty Santos – già al lavoro (e non a caso qui) per Beach House, Animal Collective – alla produzione. Joao Seixas, Leila Seguin, Ale Romero e Joshua Oldershaw arrivano da Portogallo, Regno Unito, Spagna e Francia, e tanto è varia la loro provenienza geografica quanto eclettica è la loro musica, fatto di cui avevano già dato prova con il Peach Bells EP.
Sebbene talvolta tinto di colori cupi, il mood della band è globalmente gioioso, e in un certo senso tropicale, con pezzi di chiaro stampo pop che si prestano bene a situazioni estive. L’apertura Counting Smiles è malinconica e arricchita dal sound acustico dello sfrigolio di corde, mentre la successiva Sunset Of Our Troubles conferma l’inclinazione verso territori latinoamericani, dove il folk incontra i ritmi della bossanova e il flauto traverso addolcisce le melodie. Fish Eye passa invece al versante dell’afro-beat assumendo un’andatura palesemente danzereccia, pur toccando vocalità molto vicine al dream pop. Man mano che si va avanti, tuttavia, il senso di frescura iniziale di Sugar Now se ne va, lasciando spazio al già sentito e al ripetuto, fino al sacrificio di alcuni brani intermedi (Out, New Carlton House e Mary Ann in particolare), che si potrebbero tranquillamente accorpare in uno solo, tanta è la somiglianza tra essi. La chiusura del decalogo Miasma solleva un poco le sorti del disco grazie al suo spirito ristoratore e fastoso, che va a riprendere l’incoraggiante inizio.
I Cristobal And The Sea si sanno spostare da un luogo all’altro del globo abbastanza abilmente per attingere da un caleidoscopio di colori che porta il progetto a toccare la world music. All’interno di questo lavoro, tuttavia, non ci sono concreti hook a cui appigliarsi per farsi trasportare nel viaggio verso l’esotico, né incentivi ad avvicinarsi alla band per chiunque sia scettico nei confronti del suono di riferimento.
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