Recensioni

Ottantaduenne classe 1944, Beverly Glenn-Copeland è l’ultimo di una serie di artisti riscoperti in epoca recente grazie all’attività di cultori, musicisti e appassionati. La sua rinascita non ha i contorni del mito e il clamore suscitato dalla vicenda di Sixto Rodriguez all’inizio degli anni ’10; il suo caso ricorda piuttosto quello di Vashti Bunyan e Linda Perhacs, cantanti con le quali ha in comune una radice folk ma la declinazione qui è differente.
In Keyboard Fantasies Copeland usava lo Yamaha DX7 per creare paesaggi sonori minimali e meditativi, cantando in punta di contralto soul canzoni semplici ma tutt’altro che facili, maturate da esperienze come autore per programmi per bambini (Sesame Street) e insegnante in una scuola teatrale. La ricerca della cassetta da parte di un negoziante giapponese ha portato alla ristampa del disco, a un documentario, a collaborazioni con Romy Madley Croft e alla partecipazione alla compilation Transa (una cover di Caetano Veloso insieme a Devendra Banhart e Blake Mills); antefatti di un ritorno alla pubblicazione discografica che arriva nel 2023 con l’album di inediti The Ones Ahead, a cui fa seguito questo Laughter in Summer, nato dalla collaborazione con la moglie Elizabeth.
Il progetto prende forma da un invito di Howard Bilerman, produttore (Arcade Fire, Wolf Parade, Godspeed You! Black Emperor) e co-proprietario dello studio Hotel2Tango, fan del suo lavoro, per preparare un concerto a Montréal. Alle session partecipano Elizabeth, il direttore musicale Alex Samaras e un coro di cantanti canadesi. E quello che era pensato come prova diventa un album vero e proprio, compendio antologico e testamento artistico dopo una recente diagnosi di LATE, una forma di demenza simile all’Alzheimer.
Spogliati degli arrangiamenti originali, i brani diventano affare di pianoforte, coro e clarinetto, registrati in un’unica take per preservarne spontaneità e intensità. Tra questi non poteva mancare Ever New, manifesto di Keyboard Fantasies e di una carriera, qui denudato in versione classica, inclusiva e avvolgente. La voce di Copeland, come quella di Anohni, è un vero strumento spirituale ed emotivo e la strofa-mantra “We are ever new”, un promemoria di fede, fa da ponte con il passato.
Importante anche la romantica Harbour, scritta per Elizabeth e qui al controcanto al posto di Jeremy Costello, e la title track, in cui compare per la prima volta come autrice, oltre che come cantante (“Laughter in summer / How I remember / June through September / Here with you”). Spicca infine Prince Caspian’s Dream, scritto a intervalli decennali fino a maturazione, con strofe che parlano di vita e amore: “Life is the heart of love, this I know / I give my days into its keeping / Though sometimes laughing, sometimes weeping”.
Laughter in Summer è un disco che mette al centro luci, ricordi e affetti, la forza di una vita vissuta, l’importanza delle relazioni comunitarie e della musica inclusiva, coerente con l’esperienza della scuola teatrale per bambini fondata dalla coppia. Un’opera che racconta la storia di Copeland, espressa attraverso musica autentica e ispirata.
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